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WhatsApp, arriva il parental control: Pin e notifiche sui gruppi

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Il parental control sbarca su WhatsApp e viene lanciato in tutto il mondo, Italia compresa. I genitori potranno sapere con chi un figlio adolescente entra in contatto, ricevere una notifica quando si iscrive a un gruppo o decide di lasciarlo, stabilire quali aggiornamenti di stato può vedere e chi può guardare i suoi. Tra le opzioni c’è anche la possibilità di scegliere l’esperienza di intelligenza artificiale più adatta a un teenager. A proteggere il tutto c’è un Pin deciso dall’adulto, senza il quale le impostazioni non si toccano.

La novità arriva in un momento di forte attenzione internazionale verso la sicurezza dei minori e la loro salute mentale. Proprio poche settimane fa l’Unione europea ha proposto il Kids Act, un testo che fissa limiti di età rigorosi per l’accesso ai social e obbliga le aziende tecnologiche a dimostrare che le proprie piattaforme siano sicure fin dalla progettazione. Il tempismo, insomma, non sembra casuale.

Come funzionano i nuovi strumenti e il ruolo del Pin

La società descrive il parental control di WhatsApp come un insieme di strumenti “facoltativi e flessibili” che i genitori possono aggiungere a un account già esistente di un adolescente con più di 13 anni. Sono pensati per essere “facili da configurare” e l’idea è che madri, padri e figli lo facciano insieme, così da “scegliere l’esperienza WhatsApp più adatta”. Se il ragazzo vuole cambiare qualcosa nelle impostazioni dovrà ottenere il via libera dell’adulto, che lo concede attraverso il Pin scelto da lui stesso. Il sistema prevede un unico codice “e avvisi chiari per tenere i genitori informati”.

C’è poi il capitolo dedicato all’intelligenza artificiale di Meta. Il genitore potrà selezionare l’esperienza più indicata per i figli “scegliendo tra l’impostazione predefinita 13+ e l’opzione più restrittiva Contenuti limitati”. Sul fronte della privacy l’app tiene a fare una precisazione. Anche con i controlli attivi, chiamate e messaggi personali dei ragazzi restano privati e protetti dalla crittografia end to end. “Nessuno al di fuori della chat, nemmeno WhatsApp, può vederne o ascoltarne il contenuto”, spiega l’azienda, che parla apertamente di un percorso appena iniziato. “Questo è solo il primo passo. Stiamo sviluppando questi controlli passo dopo passo, sulla base delle indicazioni che ci vengono fornite dalle famiglie”.

Il quadro più ampio tra Meta, concorrenti e regole europee

La piattaforma di messaggistica si allinea così alle altre app del gruppo di Mark Zuckerberg. Su Instagram, Facebook e Messenger sono già attivi gli account per teenager, riservati a ragazzi e ragazze dai 13 ai 17 anni. Strumenti di supervisione per i genitori esistono anche su servizi di altre società come TikTok, YouTube e Snapchat. Si tratta di app su cui i più giovani trascorrono una quantità di tempo sempre maggiore. Solo in Europa, secondo un’indagine Eurostat di agosto, chi ha tra i 13 e i 18 anni passa in media 4 ore e mezza al giorno online nei giorni di scuola, una cifra che sale a ben 6 ore quotidiane nel fine settimana.

Le nuove funzioni per famiglie arrivano mentre istituzioni e utenti mostrano una sensibilità crescente verso i rischi legati all’uso delle piattaforme digitali e dell’IA da parte dei ragazzi. Ad agosto Meta ha patteggiato con una coalizione di stati americani un accordo da circa 15 o 16 miliardi di euro per chiudere la storica causa sulla dipendenza dei minori dai social media. In diversi Paesi, sulla scia dell’Australia che ha fatto da apripista, si stanno introducendo o valutando divieti di accesso ai social per i più giovani. Dopo aver presentato l’Eu Kids Act il 17 settembre, Bruxelles sta preparando per l’autunno un nuovo pacchetto, il Digital Fairness Act, che fornirà un quadro di misure sull’uso delle piattaforme.

Fonte: TecnoAndroid

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