Volkswagen Golf con oltre 1.000 CV, un cinque cilindri strappato dall’Audi RS3 e uno scarico che spunta dal paraurti anteriore. Sembra il sogno di un preparatore chiuso in garage, e invece è tutto vero, un progetto ufficiale firmato VW Motorsport South Africa per festeggiare i 75 anni del marchio in Sudafrica. Roba che, vista dal vivo, fa dubitare persino che sotto la carrozzeria ci sia ancora qualcosa della Golf che conosciamo tutti.
Una Golf costruita per le cronoscalate
Chiariamo subito una cosa, questa Golf di ottava generazione non vedrà mai una strada aperta al traffico. È nata solo e soltanto per le gare di hill climb, quelle cronoscalate dove ogni frazione di secondo dipende da accelerazione, trazione e aerodinamica. Il debutto è arrivato in Sudafrica con Jonathan Mogotsi al volante, proprio durante i festeggiamenti per i 75 anni di Volkswagen nel Paese.
Il senso del progetto, in fondo, è mostrare fin dove si può spingere la piattaforma della Golf quando cadono tutti i paletti dell’omologazione stradale. E la risposta, guardando i numeri, è molto lontano. La trasformazione più clamorosa sta ovviamente sotto il cofano. Via il classico quattro cilindri turbo EA888 della Golf R, dentro il celebre 2.5 turbo cinque cilindri Audi, quello che ha reso famose le RS più cattive. Ma non è un semplice cambio di motore fatto a occhio. Il propulsore è stato rivisto da capo a piedi, con componenti interni forgiati, un turbocompressore più grande, un sistema di aspirazione in fibra di carbonio e una pressione di sovralimentazione ben più alta rispetto a quella di serie.
Il risultato lo abbiamo già anticipato, la potenza supera i 1.000 CV. Un valore che porta questa Golf dritta nel territorio delle hypercar più esclusive. Volkswagen non ha svelato tutti i dettagli tecnici della preparazione, ma è chiaro che il motore sia stato costruito per reggere sollecitazioni al limite. E poi c’è quella chicca dello scarico con uscita nel paraurti anteriore, una soluzione insolita pensata per accorciare il percorso dei gas e ottimizzare tutto il layout della vettura da corsa.
Aerodinamica estrema e assetto da pista
Anche il vestito cambia completamente. Il frontale è stato ridisegnato con un paraurti dedicato, mentre i passaruota allargati in modo esagerato fanno spazio a pneumatici racing molto più larghi rispetto alla Golf normale. Dietro, poi, non passano inosservati un alettone enorme e un diffusore generoso, studiati per aumentare il carico aerodinamico e tenere la macchina incollata all’asfalto alle alte velocità.
Con tutta quella potenza, va da sé, la trasmissione originale non avrebbe retto nemmeno un giro. Per questo la Golf monta un sistema di trazione integrale profondamente rielaborato, pensato per scaricare a terra ogni cavallo anche nelle partenze più brutali. L’impianto frenante, invece, è stato affidato ad AP Racing, un nome che nel motorsport conta parecchio, con componenti dimensionati per sopportare lo stress delle competizioni. Alla fine di questo lavoro rimane una Golf che conserva soltanto il nome e un pezzetto della sua silhouette. Per il resto è un vero e proprio prototipo da gara, capace di prestazioni estreme e destinato unicamente alle corse.


