Open USD è il nome della stablecoin globale che Visa, Mastercard e Coinbase hanno deciso di portare sul mercato insieme, e già questo basta a far capire che non si tratta di un esperimento qualunque. Tre nomi pesanti del settore pagamenti che si mettono allo stesso tavolo per lanciare una moneta digitale ancorata al dollaro americano, con una tempistica che sorprende parecchio, perché il progetto potrebbe diventare realtà entro la fine dell’anno.
Cosa c’è dietro Open Standard e la nuova stablecoin
Il progetto ha un nome preciso, Open Standard, e non riguarda soltanto le tre aziende citate all’inizio. Attorno a questa iniziativa si sono radunate oltre 140 aziende, un numero che dice molto sulla portata dell’operazione. L’obiettivo dichiarato è ambizioso e definirlo storico non sembra esagerato, visto che si punta a costruire una stablecoin globale legata al dollaro statunitense, appunto Open USD.
Vale la pena fermarsi un attimo sul concetto, perché non tutti hanno chiaro di cosa si stia parlando. Una stablecoin è una criptovaluta pensata per mantenere un valore stabile nel tempo, e ci riesce agganciandosi a un asset tradizionale come il dollaro. In sostanza, mentre le criptovalute classiche ballano di continuo su e giù, questa dovrebbe restare ferma sul valore di riferimento. Un punto fermo, insomma, in un mercato che di solito è tutto tranne che stabile.
Dal trading crypto ai pagamenti di tutti i giorni
Sulla carta le stablecoin possono servire per pagamenti, trasferimenti di denaro e operazioni internazionali molto più rapide di quelle a cui siamo abituati. Il problema è che, fino a oggi, tutto questo è rimasto più teoria che pratica. Nella realtà quotidiana queste monete restano legate soprattutto al mondo del trading crypto, molto meno agli acquisti di tutti i giorni. Chi va al supermercato con una stablecoin in tasca, per ora, è più l’eccezione che la regola.
Qui però la faccenda cambia, e non di poco. Il coinvolgimento di istituti del calibro di Visa, Mastercard e Coinbase sposta l’asticella su un altro livello. Non parliamo di startup improvvisate ma di realtà che gestiscono già una fetta enorme dei pagamenti mondiali, con infrastrutture consolidate e milioni di utenti. Con nomi simili dietro, lo scenario potrebbe davvero muoversi, portando questa tecnologia fuori dal recinto degli appassionati di criptovalute e dentro la vita di tutti i giorni.
L’idea di fondo, del resto, è proprio questa, cioè trasformare una promessa rimasta a lungo sulla carta in qualcosa di concreto e utilizzabile su larga scala. Se davvero Open USD vedrà la luce entro la fine dell’anno, il modo in cui muoviamo il denaro a livello globale potrebbe cominciare a cambiare volto, con oltre 140 aziende pronte a scommetterci sopra.