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Vermi abissali dall’aspetto horror: scoperto un nuovo genere

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Sui fondali dell’Oceano Indiano è stato individuato un genere di vermi mai descritto prima, con un aspetto talmente inquietante da sembrare preso in prestito da un film horror. A scoprirlo è stato un gruppo di ricercatori australiani, che ha presentato questi organismi all’interno di un recente studio pubblicato sulla rivista scientifica dell’Australian Museum. I nuovi vermi non sono però gli unici protagonisti del lavoro, perché nello stesso studio trovano posto anche altre creature finora sconosciute alla scienza.

Il quadro complessivo comprende infatti sette nuove specie, distribuite in diverse famiglie. Due appartengono alla famiglia Onuphidae e portano i nomi di Anchinothria pettiboneae e Nothria multisetosa. Altre tre rientrano invece nella famiglia Polynoidae, ovvero Admetella longilamella, Gorgoniapolynoe unidentata e Harmothoe robinwilsoni. A completare l’elenco c’è un genere del tutto inedito, battezzato Terebellosuctoria, che include due specie, Terebellosuctoria jimii e Terebellosuctoria keelingensis, collocate nella famiglia Terebellidae.

Il nuovo genere Terebellosuctoria e la sua misteriosa ventosa

È proprio a quest’ultimo gruppo che appartengono gli organismi più curiosi dell’intera ricerca. Gli esemplari di Terebellosuctoria sono stati raccolti nelle profondità marine al largo dell’Isola di Natale e delle Isole Cocos, due territori che si affacciano sulle acque dell’Oceano Indiano. Ciò che li distingue dagli altri vermi descritti nello studio è una caratteristica anatomica piuttosto singolare, cioè una struttura a ventosa che a prima vista contribuisce non poco a rendere il loro aspetto così poco rassicurante.

La zoologa marina Elena Kupriyanova, dell’Australian Museum e prima autrice della pubblicazione, ha sottolineato proprio questo dettaglio. Secondo la studiosa, la struttura a ventosa è l’elemento che rende il nuovo genere così interessante e unico nel suo genere. Un tratto distintivo che ha spinto il gruppo di lavoro a considerare questi animali come qualcosa di completamente diverso da quanto già conosciuto, al punto da creare per loro una categoria a sé.

Un aspetto spaventoso ma nessun pericolo reale

Viene spontaneo chiedersi se creature dall’aspetto così minaccioso possano rappresentare un rischio. La risposta dei ricercatori va nella direzione opposta rispetto alle apparenze. Questi vermi abissali non sono affatto pericolosi e anzi vengono descritti come animali piuttosto innocui. Insomma, l’impressione da pellicola dell’orrore resta confinata al loro aspetto e non trova alcun riscontro nel comportamento.

Resta invece aperta la questione più affascinante, ovvero il ruolo della famosa ventosa. Gli scienziati stanno concentrando le loro attenzioni proprio su questa struttura, ma al momento sono ancora lontani dal capire a cosa serva davvero. Kupriyanova ha spiegato che una singola spedizione può portare alla raccolta di centinaia o addirittura migliaia di esemplari, mentre comprendere con esattezza di cosa si tratti può richiedere anni di lavoro.

Il motivo sta nel modo in cui funziona la ricerca in questo campo. Come ha precisato la zoologa, gli esemplari raccolti entrano a far parte delle collezioni dei musei, dove i tassonomi hanno la possibilità di continuare a studiarli anche molto tempo dopo la conclusione del viaggio. In questo senso, secondo Kupriyanova, le sette specie descritte nello studio rappresentano un ulteriore passo avanti nell’analisi di quello che lei stessa ha definito uno straordinario archivio.

Fonte: TecnoAndroid

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