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Il nuovo thriller Verity, tratto dall’omonimo romanzo di Colleen Hoover, è arrivato nelle sale il primo ottobre con un cast che mette insieme Anne Hathaway, Dakota Johnson e Josh Hartnett. Al centro della storia c’è un triangolo amoroso pieno di colpi di scena, costruito apposta per spiazzare lo spettatore fino all’ultima inquadratura. La trama segue la scrittrice Lowen Ashleigh, ingaggiata come ghostwriter della celebre Verity, autrice di una saga di enorme successo che lei stessa non riesce più a portare avanti mentre i fan aspettano con impazienza il seguito. Varcare la soglia di quella casa cambierà per sempre la vita di Lowen, che scoprirà un’autobiografia nascosta con tutti i segreti della famosa collega.
Il metodo di Michael Showalter sul set di Verity
Dietro la macchina da presa c’è Michael Showalter, che ha raccontato quanto il finale sia nato quasi per tentativi. “È stato un processo evolutivo in cui abbiamo stabilito quante domande lasciare senza risposta. C’è stata molta sperimentazione durante il montaggio prima di arrivare al finale che abbiamo adesso”, ha spiegato il regista. L’adattamento resta comunque molto fedele allo stile del libro. Showalter ammette di aver preso il romanzo di Hoover come base e di aver accolto con entusiasmo il modo in cui il pubblico, tra fan storici e semplici lettori, ama quella ambiguità e il dibattito che ne nasce.
Proprio questa incertezza è stata coltivata anche durante le riprese, con una scelta piuttosto insolita. Ogni interprete aveva una propria idea, molto radicata, di come fossero andate davvero le cose. Così il regista parlava con ciascun attore soltanto di ciò che lui o lei riteneva vero, senza mai rivelare cosa avessero detto gli altri. Un modo per tenere vivo il mistero anche davanti alla cinepresa.
La stessa Hoover descrive Verity come “l’esperienza di scrittura più caotica e divertente” di tutta la sua produzione. Ricorda di aver lavorato a giornate di circa 18 ore mentre lo scriveva, perché semplicemente non voleva fermarsi. E sul cast non nasconde la sorpresa. Quando le hanno comunicato i nomi dei protagonisti quasi non ci credeva, dato che se avesse potuto sceglierli personalmente avrebbe puntato proprio su Josh Hartnett e Anne Hathaway.
Anne Hathaway, Dakota Johnson e Josh Hartnett nel triangolo
Per Anne Hathaway il ruolo di Verity non è stato affatto semplice, perché il personaggio va interpretato da più punti di vista. Rileggendo il copione più volte, l’attrice si è resa conto che avrebbe passato gran parte del tempo dentro l’immaginazione di Lowen. La Verity che il pubblico conosce, quella che crede autentica, è infatti la versione filtrata dallo sguardo dell’altra protagonista. Con la persona reale si trascorre pochissimo tempo. Capire che questo livello era fondamentale per la storia, e che il film costringe chi guarda a fare i conti con i propri giudizi e con la fretta con cui li emette, l’ha appassionata subito. Secondo Hathaway il contributo del suo personaggio è proprio questo, cioè dare corpo a qualcuno di cui si pensa il peggio e che solo dopo, quando accadono fatti molto drammatici, spinge a chiedersi se lo si sia mai conosciuto davvero.
Dall’altra parte c’è Lowen Ashleigh, una “psicopatica” che Dakota Johnson ha accettato senza esitare perché il progetto le sembrava divertente. Già alla prima lettura della sceneggiatura lo aveva trovato spassoso, delizioso e in qualche misura scorretto, ma in un modo che le sembrava del tutto giusto. L’attrice descrive Lowen come un personaggio affascinante e pieno di sfumature, che attraversa una fase molto buia e complicata della sua vita, segnata da lutto, perdita e solitudine, oltre che da abitudini probabilmente poco sane. All’improvviso si ritrova in un mondo da cui una persona assennata si allontanerebbe, mentre lei vuole andare sempre più a fondo, spinta da motivi nascosti.
Completa il quadro Jeremy Crawford, affidato a Josh Hartnett. L’attore lo presenta come un uomo alle prese con le conseguenze caotiche di quella situazione, una persona a cui comunicare non riesce per niente bene. E poi, ovviamente, succedono tutte le altre cose che rendono Verity un thriller così ricco di svolte.
Fonte: TecnoAndroid








