La verifica degli sviluppatori Android ha finalmente una tabella di marcia chiara, con il debutto iniziale previsto entro la fine di quest’anno e una coda di lavori che proseguirà nel 2027. Google ha pubblicato un aggiornamento sullo stato dei lavori, spiegando a che punto siamo arrivati e cosa succederà nei prossimi mesi. Il succo è semplice: bloccare le installazioni provenienti da sviluppatori sconosciuti per fermare chi ha cattive intenzioni.
Da quando il processo di registrazione è partito a marzo, racconta Google, milioni di app sono già state verificate. Si parla di quasi tutte le installazioni che passano per il Google Play, ma anche di una bella fetta di quelle che arrivano da fuori. Numeri che danno l’idea di quanto sia ampio il raggio d’azione di questa operazione.
Il primo appuntamento da segnare è il 30 settembre. Gli utenti in Brasile, Indonesia, Singapore e Thailandia inizieranno a vedere le nuove protezioni, pensate per fermare le installazioni di chi non risulta registrato. Google partirà verificando le installazioni provenienti da una serie di store ben precisi: il Google Play, l’HONOR App Market di Honor, l’OPPO App Market gestito da OPlus, il Galaxy Store di Samsung, il Palm Store di Transsion, il V-Appstore di vivo e GetApps di Xiaomi. Insomma, praticamente tutti i grandi negozi alternativi del mondo Android.
Arriva il servizio Android Developer Verifier
Dietro le quinte succede qualcosa di interessante. Google distribuirà in automatico un nuovo servizio di sistema chiamato Android Developer Verifier (com.google.android.verifier) su tutti i dispositivi con Android 8 e versioni successive. Una volta installato, il suo compito è verificare che un’app sia effettivamente registrata a uno sviluppatore certificato. Questo servizio in background comincerà a diffondersi già a giugno, con largo anticipo rispetto alla scadenza di settembre.
A luglio invece partirà l’accesso anticipato agli account a distribuzione limitata sulla Android Developer Console, con il lancio globale fissato per agosto. Si tratta di un nuovo tipo di account pensato per studenti, appassionati e chi sta ancora imparando. Permette di condividere le proprie app fino a 20 dispositivi senza dover presentare un documento d’identità statale e senza pagare alcuna quota.
Sempre per snellire la registrazione delle app, Google lancia la Android Developer ID Status API. In pratica gli sviluppatori potranno registrare le app in blocco oppure direttamente attraverso le loro pipeline di integrazione e distribuzione continua, quelle che in gergo vengono chiamate CI/CD. Un risparmio di tempo non da poco per chi gestisce tante applicazioni.
Il sideloading e i piani per il futuro
Ad agosto vedremo anche il cosiddetto flusso avanzato per il sideloading delle applicazioni da sviluppatori non verificati, una funzione già annunciata in precedenza. Chi vuole, in alternativa, potrà sempre usare l’Android Debug Bridge, l’adb, per installare le app a mano.
Il quadro completo si chiuderà solo più avanti. Dal 2027 in poi Google estenderà l’obbligo di verifica a livello globale, ma solo dopo aver raccolto i riscontri dai partner, dagli utenti e dalla comunità degli sviluppatori. Una scelta graduale, che parte da pochi Paesi per poi allargarsi al resto del mondo man mano che il sistema viene messo alla prova.