Gli Stati Uniti hanno deciso di chiudere le porte ai robot stranieri con un nuovo divieto di importazione che riguarda i cosiddetti dispositivi robotici avanzati e gli inverter di potenza prodotti fuori dai confini nazionali. L’annuncio è arrivato martedì dalla Federal Communications Commission, la FCC, e nonostante l’agenzia sostenga che non si tratti di una mossa rivolta contro un Paese specifico, l’impatto ricadrà soprattutto sulla Cina. Il divieto include i robot definiti mobili, quindi modelli umanoidi e quadrupedi, ma non si ferma a quelli che camminano su gambe.
La tempistica non è casuale. La Cina sta spingendo forte sulla produzione di robot umanoidi, alcuni dei quali sono diventati virali per motivi curiosi: c’è chi li ha visti inciampare a ritmo di Michael Jackson, chi partecipare a incontri di arti marziali miste e addirittura salire sul palco di America’s Got Talent. Negli Stati Uniti, intanto, Tesla ha interrotto la produzione dei modelli Model S e Model X per fare spazio alla costruzione del suo robot umanoide Optimus.
Cosa rientra nel divieto e perché tocca anche gli aspirapolvere
Sotto la lente non ci sono soltanto i robot. La Cina ospita anche i principali produttori mondiali di inverter di potenza, come Sungrow e Huawei, quest’ultima già inserita nelle liste nere americane. Questi dispositivi vengono usati spesso negli impianti fotovoltaici e in altri sistemi di energia rinnovabile. Nel suo comunicato la FCC parla di rischi inaccettabili per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti e per l’incolumità dei cittadini americani come motivazione alla base della decisione.
La definizione di dispositivo robotico avanzato è piuttosto ampia. Secondo una pagina di domande frequenti pubblicata dalla FCC, si tratta di una macchina capace di muoversi, evitare ostacoli, orientarsi o spostarsi al suolo, dotata di un sensore che percepisce l’ambiente circostante e di un chip per la connettività di rete. Deve inoltre pesare più di due chili circa, contando anche la base di ricarica se presente.
Con questi parametri, anche i futuri robot aspirapolvere finirebbero automaticamente sotto il divieto, a meno che non ottengano una deroga. La FCC non sembra infatti limitare la stretta ai soli robot con le gambe. Il documento di determinazione sulla sicurezza nazionale usato per giustificare la mossa cita esplicitamente un’indagine sulla scarsa sicurezza del robovac Romo di DJI.
Come funzionano le deroghe e gli aggiornamenti
Come già accaduto con il divieto sui router di fabbricazione estera, le aziende possono chiedere una deroga se vogliono continuare a portare nuovi prodotti negli Stati Uniti. La cosa curiosa è che la domanda di esenzione non prevede alcun obbligo di migliorare la sicurezza di quei robot o di quegli inverter. I prodotti già presenti sul territorio non saranno toccati dal divieto, quindi privati e aziende potranno continuare a usare i dispositivi che possiedono.
Anche in questo caso il governo americano sembra interessato soprattutto a dove questi apparecchi vengono progettati e costruiti prima di concedere il via libera. Ogni richiedente deve presentare un piano dettagliato per avviare la produzione direttamente negli Stati Uniti. Secondo alcune fonti, la FCC dovrebbe esentare molti fornitori non cinesi dalle restrizioni.
L’agenzia ha fatto sapere che tutti i robot e gli inverter potranno continuare a ricevere aggiornamenti di sicurezza e compatibilità fino al primo gennaio 2029 grazie a una deroga aggiuntiva. Va detto però che la FCC torna a dare un’informazione fuorviante su come funzionano questi aggiornamenti, dato che al momento le aziende non sono tenute a comunicare all’agenzia quando li distribuiscono sui loro dispositivi.


