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Dopo gli umanoidi capaci di ballare, il produttore cinese Unitree sposta l’asticella su un terreno decisamente diverso e presenta H2-X, un robot guardia del corpo mostrato al pubblico con una messa in scena che sembra uscita da un film d’azione. Nel video di presentazione la macchina solleva un’automobile e riesce a disarmare un aggressore, due azioni pensate per colpire l’immaginazione di chi guarda e per far capire subito a cosa potrebbe servire un umanoide del genere. Accanto a questo spettacolo c’è però un avvertimento piuttosto chiaro, perché a quanto pare a questo robot è meglio non avvicinarsi.
Il passaggio è curioso. Fino a poco tempo fa gli umanoidi dell’azienda venivano associati soprattutto a coreografie e movimenti fluidi, esibizioni che servivano a dimostrare equilibrio e coordinazione più che una reale utilità pratica. Con H2-X il messaggio cambia tono e la sicurezza personale diventa il centro della comunicazione. Non si parla più di intrattenimento ma di protezione, con tutto quello che una parola simile si porta dietro.
Unitree H2-X: una dimostrazione costruita per stupire
La forza del video sta proprio nella sua regia. Vedere un umanoide sollevare un’auto è qualcosa che resta impresso, così come la scena in cui neutralizza una persona armata. Sono momenti scelti con cura, montati per trasmettere un’idea di potenza e di prontezza che difficilmente passa inosservata. Ed è qui che entra in gioco il primo elemento da tenere a mente, perché una presentazione così curata racconta molto di ciò che il produttore vuole mostrare ma non sempre dice tutto su come quei risultati vengano ottenuti.
L’avvertimento sul fatto di non avvicinarsi al robot guardia del corpo aggiunge un altro livello alla vicenda. Una macchina in grado di sollevare un veicolo esprime una forza notevole e il semplice fatto che venga raccomandata cautela nel restarle vicino fa capire quanto la questione della sicurezza riguardi anche chi le sta intorno, non soltanto la persona da proteggere.
Autonomia vera o regia ben orchestrata
Il nodo centrale riguarda la natura stessa delle prestazioni mostrate. Il dubbio è se H2-X agisca davvero in modo autonomo, cioè valutando la situazione e decidendo da solo come reagire, oppure se dietro le quinte ci sia un operatore che lo guida a distanza. La differenza non è da poco. Nel primo caso si tratterebbe di una prodezza tecnologica capace di riconoscere una minaccia e rispondere senza intervento umano. Nel secondo saremmo di fronte a un abile numero di teleguida, impressionante sul piano meccanico ma ben lontano dall’idea di una guardia del corpo indipendente.
Per chi osserva il settore la distinzione cambia completamente la lettura del video. Un robot telecomandato dimostra soprattutto la qualità dell’hardware, della struttura e della capacità di movimento. Un robot che invece agisce da sé mette in mostra anche il lato software, quello che permette di interpretare l’ambiente circostante e di prendere decisioni in tempo reale. Le immagini diffuse da Unitree, per quanto spettacolari, non bastano da sole a chiarire quale delle due ipotesi sia quella corretta.
Il produttore cinese ha comunque scelto di presentare H2-X con un’ambizione precisa, quella di far uscire i suoi umanoidi dal ruolo di semplici ballerini per proporli come figure di protezione. Nel filmato il robot solleva l’auto e disarma l’aggressore davanti alla telecamera, mentre la domanda su quanto di quella scena sia frutto di autonomia reale e quanto di un controllo esterno rimane aperta.
Fonte: TecnoAndroid


