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Uccelli marini e jet lag: il GPS rivela voli fuori rotta

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Anche gli uccelli marini possono soffrire di jet lag, proprio come chi attraversa più fusi orari nel giro di poche ore. E per loro il problema non si limita a un po’ di stanchezza o a qualche notte agitata, perché questo sfasamento può spingerli leggermente fuori rotta. A farlo emergere è stato il tracciamento GPS, che ha permesso di seguire da vicino i loro spostamenti e di notare un dettaglio curioso legato ai voli più rapidi in direzione est oppure ovest.

Il punto centrale riguarda il rapporto tra due elementi che normalmente vanno d’accordo. Da una parte c’è l’orologio interno degli animali, quel ritmo biologico che scandisce le loro giornate. Dall’altra c’è la posizione del sole nel cielo. Quando questi due riferimenti smettono di coincidere, il senso dell’orientamento ne risente.

Uccelli marini e jet lag: quando l’orologio biologico non segue più il sole

Per capire cosa succede basta pensare a come funziona un viaggio in aereo. Chi vola verso est o verso ovest attraversa fusi orari diversi, e il corpo continua per un po’ a ragionare con l’ora del luogo di partenza. Qualcosa di molto simile accade agli uccelli marini quando si spostano velocemente lungo quella stessa direttrice. Il loro tempo interno resta ancorato a un certo momento della giornata mentre il sole, nel frattempo, si trova in una posizione differente rispetto a quella che l’animale si aspetterebbe.

Ed è proprio questa discrepanza a creare guai. Gli spostamenti lungo l’asse nord sud non cambiano il fuso orario, mentre quelli lungo l’asse est ovest sì, e quando la velocità è elevata il ritmo biologico non riesce a tenere il passo. Il risultato è uno scarto tra l’ora percepita dall’uccello e quella reale indicata dalla luce solare.

I dati raccolti con il GPS hanno mostrato in modo concreto come i voli rapidi in queste direzioni portino a una sorta di disallineamento. Non si tratta di un’ipotesi teorica ma di qualcosa osservato seguendo le traiettorie reali degli animali durante i loro spostamenti.

Un senso dell’orientamento leggermente distorto

La conseguenza più interessante riguarda la navigazione. Se il sole viene usato come riferimento per capire da che parte andare, è fondamentale sapere che ora è. Il sole infatti cambia posizione nel corso della giornata e lo stesso punto del cielo indica direzioni diverse a seconda del momento. Quando l’orologio interno sbaglia, anche la lettura del sole diventa imprecisa.

Così il senso della direzione finisce per essere un po’ alterato. Gli uccelli non si perdono del tutto, questo va chiarito, ma la loro rotta subisce una deviazione. Un piccolo errore di valutazione che però, sommato lungo un tragitto, può tradursi in una traiettoria diversa da quella ideale.

Il fenomeno ricorda da vicino quello che vivono gli esseri umani dopo un lungo volo intercontinentale, con la differenza che per questi animali il jet lag non incide soltanto sul sonno o sull’umore ma su una capacità essenziale come quella di orientarsi. Gli spostamenti rapidi da est a ovest e viceversa producono quindi uno sfasamento tra il tempo interno degli uccelli marini e la posizione del sole, e proprio questo disaccordo è sufficiente a portarli un po’ fuori rotta.

Fonte: TecnoAndroid

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