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DJI ROMO 2 lavora offline: con Dati locali la mappa resta in casa

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DJI ha deciso di alzare il livello di tutela della privacy sui suoi robot aspirapolvere con la nuova modalità Dati locali, che debutta su DJI ROMO 2. In pratica il robot può lavorare senza che l’app DJI Home resti connessa a Internet, perché le informazioni indispensabili al suo funzionamento vengono salvate ed elaborate direttamente sul dispositivo. Ci sono quindi meno passaggi verso il cloud e meno dati domestici in circolazione.

L’idea ha una storia precisa. L’azienda aveva già portato una soluzione simile sui propri droni nel 2017 e adesso trasferisce quell’esperienza nella robotica per la casa. ROMO 2 è un aspirapolvere basato sull’intelligenza artificiale con una stazione base autopulente avanzata e un braccio robotico dall’oscillazione particolarmente ampia. Le sue tecnologie di navigazione arrivano proprio dal mondo dei velivoli DJI.

Come funziona la modalità Dati locali su ROMO 2

Alla prima accensione ROMO si collega alla rete per costruire la mappa dell’abitazione. Una volta attivata la modalità Dati locali, però, quella planimetria resta conservata sul robot invece di finire nel cloud. Lo stesso vale per le immagini e per gli altri dati che servono alla navigazione e al riconoscimento degli ostacoli. Tutto rimane all’interno del sistema locale e così si riduce il rischio di esposizione esterna e di accessi non autorizzati da parte di terzi.

Il robot non perde le sue capacità principali. Anche offline continua a muoversi tra le stanze e a individuare gli ostacoli grazie al rilevamento con precisione millimetrica e al sistema LiDAR ad alta precisione. Si possono avviare e personalizzare i cicli di pulizia oppure richiamare ROMO 2 alla base di ricarica anche quando la connessione salta, con una continuità d’uso decisamente maggiore.

La funzione è disponibile dal 29 ottobre 2026. Per attivarla serve aggiornare il robot all’ultima versione del firmware compatibile, poi aprire l’app DJI Home e cercare la voce nella sezione Impostazioni di sicurezza del menu dedicato al dispositivo. DJI ha già confermato che la tecnologia arriverà anche sui futuri modelli della famiglia ROMO.

Protezione su più livelli e certificazioni

La nuova opzione si inserisce in un impianto di sicurezza più ampio che copre accesso, raccolta, trasmissione e cancellazione delle informazioni. Per entrare nel sistema è possibile impostare un codice personale oppure ricevere un codice monouso sul numero di cellulare collegato all’account. DJI chiede poi un consenso esplicito per raccogliere, usare e conservare i dati provenienti da fotocamera, funzioni vocali, riconoscimento degli ostacoli e connettività WiFi. Nell’app si può gestire anche On Site Photo, l’opzione che stabilisce se le foto degli ostacoli rilevati vengono inviate all’app per essere visualizzate. Disattivarla non compromette né il riconoscimento né le funzioni di evitamento.

Quando il robot è connesso entra in gioco la crittografia end to end, pensata per impedire a soggetti esterni di accedere ai dati in transito. In modalità offline invece nulla viene caricato sul cloud. C’è anche l’eliminazione automatica che ogni giorno cancella le fotografie più vecchie di 14 giorni, oltre al ripristino alle impostazioni di fabbrica che secondo DJI elimina definitivamente tutto ciò che si trova sul dispositivo.

Sul fronte delle verifiche indipendenti i dispositivi ROMO e l’app DJI Home possono contare sullo standard ETSI EN 303 645 per la sicurezza dei dispositivi IoT destinati ai consumatori, sulla conformità ai requisiti europei RED EN 18031 e sulla certificazione UL Solutions Diamond IoT Security. Nel 2026 TÜV SÜD ha condotto un test di penetrazione completo su DJI ROMO P2 e sull’app senza trovare vulnerabilità a rischio critico, elevato o medio. Il produttore, che si sottopone a controlli esterni dal 2017, dichiara inoltre le certificazioni rilasciate dal British Standards Institution secondo gli standard ISO 27701:2025 e ISO 27001:2026.

Arriva il supporto a Matter per la smart home

L’aggiornamento porta con sé anche la compatibilità con Matter, lo standard nato per far dialogare dispositivi intelligenti di marchi diversi. La gamma DJI ROMO può così essere integrata con i controller Matter supportati in ecosistemi come Apple Home, Google Home, Amazon Alexa, SmartThings e Home Assistant, entrando nelle automazioni insieme agli altri apparecchi di casa. Le funzioni effettivamente disponibili dipendono comunque dal controller scelto e dal livello di supporto Matter previsto dalla singola piattaforma.

Fonte: TecnoAndroid

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