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Il Pentagono sta indagando su una serie di guasti che a fine agosto hanno colpito i congelatori di almeno sei basi militari degli Stati Uniti, e quella che all’inizio sembrava una semplice stranezza tecnica viene ora trattata come un possibile attacco informatico. Gli apparecchi finiti sotto osservazione sono quelli dei commissariati, i negozi interni alle basi dove il personale delle forze armate acquista generi alimentari. Per settimane nessuno ci aveva dato troppo peso. Poi gli episodi sono stati messi uno accanto all’altro e il quadro è cambiato parecchio.
Il caso più emblematico arriva da Fort Huachuca, in Arizona. Qui durante la notte il sistema di refrigerazione è entrato da solo in modalità sbrinamento e la temperatura ha continuato a salire fino a rovinare tutto il cibo conservato all’interno. Situazioni molto simili sono state segnalate anche in altre strutture militari, sempre con freezer che smettevano di funzionare in modo insolito, senza una spiegazione evidente.
Secondo quattro funzionari informati sui fatti, a occuparsi della vicenda ci sono il Cyber Command, cioè il comando delle forze armate americane responsabile delle operazioni militari nel cyberspazio, e la divisione investigativa criminale dell’esercito. L’indagine però è ancora aperta e finora non è riuscita a stabilire né cosa sia accaduto davvero né chi possa esserci dietro.
Il precedente in Francia e i frigoriferi fuori controllo
A rendere la vicenda americana molto più sospetta è quanto successo in Francia all’inizio di ottobre. In quel caso alcuni hacker sono riusciti a prendere il controllo da remoto degli impianti di refrigerazione di oltre 350 esercizi commerciali, tra cui supermercati Carrefour, Intermarché e Monoprix, modificando a piacimento le temperature dei banchi frigo. In certi punti vendita gli apparecchi hanno raggiunto circa 50 °C e alcune unità hanno addirittura preso fuoco. Grandi quantità di alimenti sono finite nella spazzatura.
Gli inquirenti francesi non hanno ancora individuato i responsabili e nessuno ha rivendicato l’azione. Le prime analisi hanno comunque messo in luce un problema piuttosto chiaro, ovvero sistemi di controllo esposti a Internet e in diversi casi software ormai obsoleto. Si tratta di apparecchi progettati anni fa per essere gestiti solo in locale, che col passare del tempo sono stati collegati alla rete. Una scelta che ha ampliato enormemente lo spazio disponibile per un’intrusione.
Perché i due casi vengono messi a confronto
Gli investigatori militari americani si stanno ora confrontando direttamente con la polizia francese. Il punto di contatto più rilevante riguarda il comportamento degli impianti. Sia nei supermercati francesi sia almeno a Fort Huachuca, qualcuno o qualcosa avrebbe modificato le impostazioni della temperatura invece di causare un banale blackout degli apparecchi. Un dettaglio tecnico che fa tutta la differenza, perché un’interruzione di corrente può avere mille cause mentre un cambio mirato dei parametri lascia pensare a un intervento esterno.
È proprio questa somiglianza ad aver trasformato una serie di guasti estivi in un’indagine di cybersicurezza del Pentagono. Se l’origine informatica venisse confermata, il caso dimostrerebbe quanto un’infrastruttura apparentemente ordinaria come la refrigerazione possa diventare un bersaglio in grado di produrre conseguenze fisiche molto concrete, dalla perdita di scorte alimentari fino all’interruzione della catena del freddo.
Al momento però non è stato possibile verificare se le basi militari statunitensi utilizzassero gli stessi controller coinvolti nell’attacco avvenuto in Francia. E non esistono prove pubbliche in grado di collegare direttamente i due episodi.
Fonte: TecnoAndroid


