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Una donna è stata arrestata a Philadelphia per aver sbarrato la strada a un robot per le consegne di Uber e per essersi rifiutata di farsi da parte. Si chiama Carolyn Marvin e adesso deve rispondere dell’accusa di disturbo della quiete pubblica. Il suo gesto non nasce da un capriccio del momento ma da una convinzione precisa. Questi piccoli mezzi automatici, secondo lei, stanno portando via il lavoro ai fattorini in carne e ossa. Così ha deciso di opporsi nell’unico modo che aveva a disposizione, cioè mettendosi fisicamente davanti alle macchine.
Il racconto della protagonista è piuttosto diretto. A un’emittente locale di Philadelphia ha spiegato di sapere bene che questi robot stanno sottraendo occupazione ai corrieri umani e che per questo motivo, ogni volta che ne incrociava uno, si fermava davanti impedendogli di proseguire. Una forma di protesta silenziosa e molto personale, portata avanti più volte e senza troppi giri di parole.
Uber e il robot bloccato: l’intervento della polizia e il video diventato virale
Questa volta però la faccenda non si è chiusa con il robot costretto ad aspettare. Sul posto è arrivata la polizia, che ha chiesto alla donna di spostarsi e di lasciare passare il mezzo. Davanti al suo rifiuto gli agenti l’hanno ammanettata e portata via in stato di arresto. Tutta la scena è stata ripresa in un video che ha cominciato a circolare rapidamente e che ha attirato una notevole attenzione da parte dei media.
Va detto che non si tratta del primo contatto tra Carolyn Marvin e i robot delle consegne. Il suo rapporto con questi dispositivi, come lei stessa ha lasciato intendere, è fatto di incontri ripetuti e di altrettante piccole resistenze in mezzo al marciapiede. L’arresto è semplicemente l’episodio che ha reso pubblica una battaglia che andava avanti già da un po’.
Il caso ha colpito anche per il contrasto tra le due parti in gioco. Da un lato una persona che si piazza in mezzo alla strada per difendere un’idea, dall’altro un piccolo veicolo automatico che si limita a seguire il percorso stabilito. In mezzo gli agenti chiamati a risolvere una situazione che fino a qualche tempo fa sarebbe sembrata del tutto impensabile.
Una città divisa sui robot e il timore per il lavoro
Nel centro di Philadelphia i robot che consegnano a domicilio sono ormai diventati una presenza abituale. Si muovono lungo i marciapiedi tra pedoni e negozi e fanno parte del paesaggio urbano quotidiano. Proprio questa diffusione ha però scatenato una certa ostilità tra una parte degli abitanti. Il gesto di Carolyn Marvin non è infatti un caso isolato. All’inizio di quest’anno uno di questi mezzi era stato addirittura preso a calci e rovesciato a terra nella zona di Center City, uno dei quartieri centrali della città.
Il malcontento si inserisce in una preoccupazione molto più ampia che riguarda l’impatto dei sistemi autonomi sull’occupazione. Non si parla soltanto dei robot per le consegne ma anche dei robotaxi che circolano senza conducente e degli agenti basati sull’intelligenza artificiale. Tutte tecnologie che, secondo molti, rischiano di incidere in maniera pesante sul mercato del lavoro, colpendo soprattutto i lavoratori meno qualificati, quelli che più di altri svolgono mansioni ripetitive e facilmente sostituibili da una macchina.
È proprio questo il timore che ha spinto Carolyn Marvin a scendere in strada, ostacolando uno dopo l’altro i mezzi di Uber che incontrava sul suo cammino, fino all’intervento degli agenti e alle manette che hanno trasformato la sua protesta in un caso di cronaca.
Fonte: TecnoAndroid


