TSMC si prepara ad alzare i prezzi dei suoi servizi di produzione di chip, e questa è l’ennesima grana per un settore che di grane ne ha già collezionate parecchie. Stando a un report pubblicato dal Nikkei, che cita fonti interne piuttosto informate, il colosso taiwanese starebbe per rimodulare l’intero listino legato alla produzione di semiconduttori logici. Un aumento che dovrebbe partire dal 2027 e che rischia di farsi sentire a cascata su tutta la filiera.
Quanto potrebbero salire i prezzi
Le cifre di cui si parla non sono astronomiche, ma nemmeno trascurabili. Gli aumenti dovrebbero attestarsi tra il 5 e il 10%, e la cosa interessante è che toccheranno un po’ tutto: sia i nodi produttivi più avanzati e sofisticati sia quelli più maturi, quelli già rodati da tempo. In pratica nessuno si salva. C’è poi un dettaglio che potrebbe pesare parecchio su alcuni clienti, ovvero un sovrapprezzo aggiuntivo del 15% per gli ordini che superano le previsioni concordate inizialmente. Chi chiede più chip del previsto, insomma, paga di più.
Le nuove tariffe entrerebbero in vigore dal 2027, anche se resta un punto poco chiaro: non si sa se TSMC abbia già cominciato a bussare alla porta dei propri clienti oppure se il tutto sia ancora fermo a livello di discussioni interne. Per ora silenzio assoluto. Né l’azienda taiwanese né alcuni dei partner più pesanti contattati sull’argomento, tra cui Apple, hanno voluto rilasciare dichiarazioni ufficiali. Dietro questa scelta ci sarebbero i costi in continua crescita delle materie prime, dei macchinari indispensabili alla produzione e soprattutto degli investimenti enormi richiesti per costruire nuovi stabilimenti fuori da Taiwan.
Il vero problema è la mancanza di alternative
Se questa indiscrezione dovesse rivelarsi fondata, sarebbe l’ennesima prova di quanto ci sia bisogno di una concorrente seria e credibile a TSMC. Al momento l’azienda è la regina indiscussa nella produzione di chip logici, quelli che finiscono dentro CPU, GPU e componenti simili che muovono praticamente ogni dispositivo elettronico. Questa posizione dominante le consente di dettare le regole del gioco, decidendo prezzi, priorità e tempi di consegna un po’ come le pare.
C’è chi prova a insidiarla, certo. Samsung sta lavorando sodo per portarle via clienti, ma finora i risultati concreti scarseggiano e la casa coreana non è ancora riuscita a cambiare le proprie sorti in modo davvero significativo. Il rischio, quindi, è che questo squilibrio continui a pesare su un mercato dei semiconduttori che nel 2027 potrebbe ritrovarsi con listini decisamente più salati.


