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Trump: il futuro dei dazi in Europa
I colloqui finora non hanno prodotto risultati concreti, alimentando il crescente scetticismo. Lo Trump, in una recente intervista, ha definito “difficile” il rapporto commerciale con l’Ue. Dal canto suo, Ursula von der Leyen ha descritto la conversazione telefonica con il presidente statunitense come positiva. Inoltre, in un post pubblicato su X, la presidente della Commissione ha confermato la volontà di lavorare ad una proposta strutturata e vantaggiosa per entrambe le parti. Ma ha specificato che per mettere a punto un piano credibile servono più di poche settimane. Giustificando così la nuova scadenza concessa da Trump.
Resta però da chiarire quale sarà l’agenda concreta degli incontri tra Bruxelles e Washington. Finora, infatti, non sono state annunciate date precise per vertici o round negoziali ufficiali. Le recenti dichiarazioni di Scott Bessent, segretario al Tesoro, lasciano intendere un approccio dinamico, ma anche piuttosto esigente da parte americana. In netto contrasto con la richiesta di tempo formulata dalla Commissione europea. Ad complicare la situazione c’è lo stile comunicativo di Trump, che ha ammesso di considerare l’ipotesi di inasprire ulteriormente le tariffe. Ciò come “incentivo” per accelerare le trattative.
Con oltre un mese e mezzo a disposizione, lo spazio per trovare un’intesa per i dazi ancora esiste. Ma l’alternativa, un’escalation tariffaria che potrebbe coinvolgere settori strategici, rimane una possibilità. Ecco perché è importante riuscire a trovare un compromesso rapido e ben calibrato.
Fonte: TecnoAndroid








