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Truffe bollette: 2,9 milioni di vittime e 650 milioni bruciati

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Chi pensa che le truffe sulle bollette siano un problema riservato ai nonni con il telefono fisso in corridoio dovrà ricredersi, perché i numeri raccontano una storia diversa e per certi versi sorprendente. Un’indagine commissionata a mUp Research da Facile.it e realizzata tra dicembre 2024 e gennaio 2025 stima che nell’arco di dodici mesi 2,9 milioni di italiani siano finiti vittime di una frode o di un tentativo di frode legato a luce e gas, con un danno economico complessivo che sfiora i 650 milioni di euro. Cifre pesanti, ma con un dettaglio che merita attenzione, cioè il fatto che il fenomeno stia arretrando.

Tre anni fa, infatti, la stessa Facile.it insieme a Consumerismo No Profit aveva provato a dare una misura al problema, arrivando a contare circa 4 milioni di persone coinvolte. Il confronto tra le due fotografie segna un calo del 27%, che non è poco se si considera quanto sia diventato affollato e confuso il mercato dell’energia. Meno vittime, quindi, ma un danno che resta comunque enorme.

Il telefono resta l’arma preferita di chi truffa

Il canale più battuto dai truffatori continua a essere quello classico, la telefonata. Quasi 7 raggiri su 10, per la precisione il 68,2%, sarebbero passati da call center fittizi, numeri che si spacciano per operatori ufficiali e che nella maggior parte dei casi non esistono da nessuna parte. Al secondo posto arrivano le email, coinvolte nel 24,9% dei casi, seguite dal buon vecchio porta a porta con il 12,9%. Più staccate le app di messaggistica, ferme al 9,5%, e i social network al 6%.

Il quadro racconta un fenomeno che si adatta, che cambia veste a seconda di chi ha davanti, ma che nel complesso continua a fare leva sullo stesso meccanismo, cioè la promessa di una tariffa più conveniente. Ed è proprio qui che scatta la trappola, perché la voglia di tagliare la spesa di casa spinge molte persone ad accettare offerte al telefono senza verificare nulla.

Il dato che ribalta i luoghi comuni

La parte più interessante dell’indagine riguarda l’identikit delle vittime. L’incidenza più alta non si registra tra gli over 65, come si tenderebbe a immaginare, ma nella fascia compresa tra i 35 e i 44 anni, dove tocca il 10,1%. Subito dopo arrivano i 25-34enni con il 9,2%, entrambi ben sopra la media nazionale che si ferma al 7%. Non solo, perché tra chi ha risposto al sondaggio i laureati risultano tra i gruppi più colpiti in assoluto.

Un risultato che suona controintuitivo, ma che ha una spiegazione abbastanza terrena, cioè il fatto che le persone più giovani e più attive sul fronte digitale sono anche quelle che cambiano fornitore con maggiore frequenza, che confrontano offerte, che rispondono a chiamate e messaggi. Più contatti, più occasioni per finire nel mirino. La competenza tecnologica, insomma, non basta a proteggere da un raggiro costruito bene.

Informare per difendersi

Sul tema è intervenuto Maurizio Pescarini, amministratore delegato di Facile.it, che ha ricordato l’impegno dell’azienda nel contrasto al fenomeno. “È da molti anni che siamo impegnati fattivamente nel contrasto alle truffe e tre anni fa fummo i primi, assieme a Consumerismo No Profit, a dare una dimensione al fenomeno e a lanciare il progetto Stop alle Truffe”, ha spiegato. “Allora i truffati erano 4 milioni, oggi il numero si è ridotto del 27%. Questo risultato è stato reso possibile prima di tutto grazie alla massiccia campagna di informazione, che è la prima arma per aiutare i consumatori a destreggiarsi in un mercato sempre più variegato”.

Pescarini ha poi messo in guardia sul contesto attuale, sottolineando come in periodi complicati la ricerca a tutti i costi del prezzo più vantaggioso possa trasformarsi in un rischio concreto. Da qui la richiesta di continuare a informare e di tenere alta l’attenzione anche da parte delle istituzioni, perché il mercato dell’energia resta un terreno dove le insidie non mancano e dove il confine tra un’offerta aggressiva e un raggiro vero e proprio non è sempre immediato da riconoscere.

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