Un meteorite trovato in Trentino quasi per sbaglio, durante una banale ricerca delle chiavi dell’auto perse in montagna. Sembra una di quelle storie che qualcuno si inventa per fare colpo, e invece è tutto vero. Nel 2021, a Garniga Vecchia, sulle pendici del Monte Bondone, Efrem Rigotti si trovava alle prese con un problema decisamente più terreno: aveva smarrito le chiavi della macchina durante un’escursione. Una seccatura che chiunque abbia camminato in montagna può immaginare fin troppo bene. Per ritrovarle, si era fatto aiutare da un amico munito di metal detector. Lo strumento, però, invece delle chiavi ha intercettato qualcosa di molto più antico e molto più prezioso. La storie effettivamente è datata, ma è stata resa nota solo ora.
Un frammento di 4,5 miliardi di anni tra le rocce del Monte Bondone
Quello che il metal detector ha captato era un frammento del peso di 188 grammi, composto da materiali completamente diversi dalla dolomia tipica della zona circostante. Non era un sasso qualunque, insomma. E la conferma è arrivata dopo analisi approfondite: si tratta di una vera e propria pietra meteorite, con un’età stimata di 4,5 miliardi di anni. Praticamente coetanea del Sistema Solare. Un reperto che ha attraversato lo spazio per un tempo inimmaginabile, per poi finire tra i sentieri di una montagna trentina e farsi scoprire da qualcuno che cercava tutt’altro.
La scoperta ha una rilevanza scientifica notevole. Questo meteorite trovato in Trentino rappresenta infatti il primo riconosciuto ufficialmente nella regione, un dato che da solo basta a capire quanto sia raro e significativo il ritrovamento. Le analisi condotte sul frammento hanno confermato la composizione extraterrestre del materiale, distinguendolo nettamente dalle rocce locali.
Un caso unico, ora sotto la lente della comunità scientifica internazionale
Il meteorite è ora oggetto di studio a livello internazionale, con ricercatori che stanno esaminando la composizione e le caratteristiche del frammento per ricavarne informazioni utili sulla formazione del nostro sistema planetario. Trovare un reperto del genere non è mai banale, ma trovarlo così, quasi per scherzo del destino, rende tutta la vicenda ancora più straordinaria.
Efrem Rigotti, dal canto suo, quel giorno sul Monte Bondone non immaginava certo di imbattersi in qualcosa caduto dallo spazio miliardi di anni fa. Il metal detector ha fatto il suo lavoro, ma non nel modo previsto. Invece di restituire un mazzo di chiavi smarrite tra l’erba e le pietre, ha portato alla luce un pezzo di storia cosmica nascosto sotto i piedi degli escursionisti trentini chissà da quanto tempo.