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Toyota Robotics al via nel 2027: 60 fabbriche come laboratorio

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Per Toyota il futuro non passa soltanto dalle auto ma anche dalla robotica, e il punto di partenza è più vicino di quanto si possa pensare. La casa giapponese è uno dei nomi più pesanti dell’industria automobilistica, eppure la sua storia non si racconta solo attraverso i modelli usciti dalle catene di montaggio. Da decenni l’azienda affina il modo stesso di produrre, con sistemi di lavoro che hanno fatto scuola nelle fabbriche di mezzo mondo. Automazione, coordinamento tra persone e macchine e miglioramento continuo sono il cuore di questo approccio. Gran parte di quel sapere, a ben guardare, si presta anche ad altri processi industriali e a tecnologie che vanno ben oltre il trasporto.

Nasce Toyota Robotics sotto la guida di Takefumi Shiga

Proprio questo bagaglio aiuta a leggere la nuova mossa del gruppo. Il 5 novembre 2026 il costruttore ha annunciato la nascita di Toyota Robotics, un’organizzazione interna che diventerà operativa dal 1 gennaio 2027 sotto la supervisione diretta di Toyota Motor Corporation. A guidarla sarà Takefumi Shiga, responsabile della produzione, che affiancherà questo incarico ai compiti già ricoperti. L’obiettivo è riunire competenze, professionisti e risorse legate alla robotica finora sparpagliati tra diversi reparti, così da accelerarne l’applicazione pratica, la commercializzazione e la diffusione.

La nuova divisione si inserisce in una riorganizzazione più ampia. Ne fa parte anche un gruppo dedicato a filosofia e formazione guidato da Akio Toyoda, presidente del consiglio di amministrazione, con il compito di trasmettere alle prossime generazioni il patrimonio industriale dell’azienda.

Sessanta stabilimenti trasformati in laboratorio

Per capire come il marchio intenda muoversi bisogna guardare dentro i suoi impianti. Durante la presentazione dei risultati del 5 novembre la società ha spiegato di contare su 60 stabilimenti e circa 18.000 lavoratori specializzati in mestieri diversi, il cui know how può contribuire allo sviluppo di nuove soluzioni robotiche. L’idea è sfruttare dati ed esperienza accumulati in questi ambienti per perfezionare le macchine e perfino insegnare loro abilità tipiche degli operai. Il gruppo vuole poi trasferire nella robotica conoscenze nate per i veicoli, come la piattaforma software Arene.

Anche i numeri danno un’idea della scala. Secondo le stime della casa nipponica, il suo ecosistema industriale potrebbe aver bisogno di circa 400.000 robot tra il 2028 e il 2040, sia per sostituire apparecchiature esistenti sia per introdurre nuove forme di automazione. Di questi 150.000 riguarderebbero il costruttore e le altre aziende del gruppo, mentre i restanti 250.000 andrebbero ai fornitori. Il calcolo comprende tanto la produzione interna quanto gli acquisti da terzi, quindi non coincide con le vendite previste di Toyota Robotics. L’azienda stima inoltre che rinnovare impianti e macchinari invecchiati lungo la propria filiera potrebbe richiedere intorno ai mille miliardi di yen l’anno, un fabbisogno teorico e non un investimento già destinato alla nuova struttura.

Qui emerge uno degli aspetti centrali del progetto. Il colosso giapponese non punta solo a usare i robot ma anche a vendere le tecnologie che svilupperà. La strategia prevede di perfezionarle prima all’interno delle proprie attività e poi proporle ad altre aziende manifatturiere e ad altri settori industriali, con la possibilità di estenderle più avanti alla vita di tutti i giorni. L’ambizione è ottenere una crescita costante dei ricavi di questo business a partire dal 2030. Per ora però si tratta di una tabella di marcia aziendale e non di un catalogo con lanciati già confermati.

Dai prototipi alle linee di produzione

La scommessa ha radici che vengono da lontano. Da anni il costruttore studia robot di assistenza e ha realizzato prototipi come ELEY, pensato per compiti di manipolazione, mentre il suo istituto di ricerca collabora con Boston Dynamics allo sviluppo di sistemi di intelligenza artificiale per l’umanoide Atlas.

Non tutto si ferma però alle dimostrazioni. Walden Robotics, società indipendente nata dal Toyota Research Institute e sostenuta finanziariamente dalla casa automobilistica, sostiene che le sue macchine svolgono lavori di produzione in uno stabilimento del gruppo in Nord America da febbraio 2026. Queste iniziative vanno comunque tenute distinte dalla nuova organizzazione, perché Toyota non ha ancora precisato quali di esse passeranno sotto la sua responsabilità.

Fonte: TecnoAndroid

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