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Tesla si prepara a chiudere il capitolo del Cybertruck, il pickup elettrico più vistoso e divisivo della sua gamma. L’annuncio è arrivato direttamente da Elon Musk con un post su X pubblicato nella tarda serata di giovedì 6 novembre 2026. La produzione del veicolo dalla caratteristica forma a cuneo comincerà a ridursi alla Gigafactory Texas “intorno alla metà del prossimo anno”, quindi nel 2027. L’obiettivo dichiarato è liberare capacità produttiva per il Cybercab, il robotaxi su cui l’azienda punta sempre di più.
Il pickup non lascerà un vuoto enorme. Le vendite sono state talmente basse che il marchio non le riporta nemmeno separatamente nei propri bilanci e le inserisce in una generica voce “Altri modelli”. Secondo le stime degli esperti, i numeri reali sono rimasti molto lontani sia dalla capacità produttiva messa in piedi sia dagli obiettivi fissati da Musk. Nel frattempo il costruttore e il suo amministratore delegato hanno spostato l’attenzione su intelligenza artificiale, robotica e guida autonoma, indicate come il vero futuro del brand.
Tesla Cybertruck: dalle promesse del 2019 a un flop annunciato
Il Cybertruck era stato presentato nel 2019 durante un evento che già allora lasciava intravedere qualche crepa nelle affermazioni più ardite di Musk. Nel caso del vetro “antiproiettile” le crepe si erano viste letteralmente, davanti al pubblico. Dopo una serie di rinvii le consegne sono partite solo nel 2023. In quei quattro anni il numero uno di Tesla aveva disorientato parecchie persone con dichiarazioni bizzarre sulle capacità del mezzo, spesso ritrattate poco dopo. Il primo vero colpo però è arrivato dal prezzo di partenza, salito a circa 52.000 euro rispetto ai circa 34.000 euro promessi al debutto.
Nel corso della sua vita commerciale il pickup ha faticato a soddisfare perfino le aspettative più basilari. Problemi di affidabilità, diversi richiami e una certa tendenza a ferire le dita dei proprietari hanno pesato parecchio. A complicare il quadro c’è stato anche il tempismo, perché il veicolo dall’estetica fantascientifica è arrivato proprio mentre Elon Musk si immergeva nella politica statunitense, al punto che il mezzo è diventato una sorta di simbolo su ruote per chi condivide le sue idee sempre meno popolari.
Agli acquirenti è stato proposto un modello di nicchia più caro del previsto e giudicato poco sicuro, poco affidabile e poco attraente. Non sorprende che le vendite abbiano sofferto. Alcuni esperti stimano che dal suo arrivo sulle strade americane il costruttore abbia venduto appena il 10% di quanto Musk si era prefissato. Questo nonostante una capacità produttiva annua stimata di 125.000 unità nella fabbrica texana, con il risultato di un grosso stock di esemplari invenduti fermi nei piazzali. Lo scorso anno SpaceX, un’altra società di Musk, ha acquistato Cybertruck per un valore di circa 113 milioni di euro.
Spazio al Cybercab e una gamma sempre più corta
Lo stop del pickup nel 2027 servirà ad ampliare la produzione del Cybercab, il veicolo a guida completamente autonoma presentato nel 2024 e destinato ad aumentare i volumi in Texas il prossimo anno. Proposto come un robotaxi acquistabile per meno di circa 26.000 euro, il Cybercab senza volante ha iniziato a offrire corse in alcune zone limitate di Austin all’inizio di settembre. L’iniziativa ha fatto scattare subito un’indagine federale per verificare se il mezzo rispetti gli standard di sicurezza previsti negli Stati Uniti.
Il Cybertruck si aggiunge così a Model S e Model X nella lista dei tagli del 2026. La berlina e il SUV elettrici sono stati tolti di produzione a gennaio per fare posto al robot umanoide Optimus nello stabilimento di Fremont, in California. Nella gamma destinata ai privati resteranno quindi soltanto Model 3 e Model Y, in attesa della Tesla Roadster, che secondo quanto annunciato dovrebbe arrivare nel 2028.
Fonte: TecnoAndroid


