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Toyota sta mettendo alla prova un nuovo motore a quattro cilindri in linea e per farlo ha scelto una base che gli appassionati di guida conoscono molto bene, cioè GR86. Non si tratta però della coupé che si può trovare in concessionaria, ma di un’auto da corsa sperimentale costruita attorno a un’unità di nuova concezione. Sotto il cofano lavora infatti un motore a benzina aspirato da 2 litri, una soluzione che merita qualche parola in più per capire cosa c’è davvero in gioco.
Il dato che salta subito all’occhio riguarda proprio la scelta tecnica. In un’epoca in cui buona parte dei propulsori punta sulla sovralimentazione, la casa giapponese ha deciso di portare in pista un’unità aspirata, quindi priva di turbocompressore. In termini semplici l’aria entra nei cilindri senza essere spinta da un compressore e il motore respira in modo naturale. È un’impostazione che gli appassionati associano da sempre a una risposta diretta all’acceleratore e a un’erogazione lineare, caratteristiche molto apprezzate da chi ama sentire la macchina reagire senza filtri.
Perché il quattro cilindri in linea è al centro del progetto
L’architettura scelta è quella del quattro cilindri in linea, lo schema in cui i cilindri sono disposti uno dopo l’altro lungo un’unica fila. È una configurazione compatta e molto diffusa, che consente di contenere ingombri e complessità. Toyota ha voluto abbinarla a una cilindrata di 2 litri, un valore che si colloca in una fascia ben conosciuta da chi segue il mondo delle sportive di taglia media. Il punto interessante però non è tanto la formula in sé quanto il fatto che si parli di un propulsore completamente nuovo e non di un’evoluzione di qualcosa già visto.
Proprio per questo il test su strada, anzi su pista, assume un peso particolare. Montare un’unità inedita su un’auto da corsa significa sottoporla a sollecitazioni ben più severe rispetto all’uso quotidiano. Temperature elevate, regimi di rotazione sostenuti a lungo e carichi continui mettono alla frusta ogni componente e permettono agli ingegneri di raccogliere informazioni preziose. Una vettura da competizione diventa così una sorta di laboratorio viaggiante, dove i limiti di un progetto emergono molto prima che in un normale ciclo di prove.
GR86 come laboratorio su quattro ruote
La scelta di GR86 come piattaforma non sembra casuale. Si tratta di un modello pensato fin dall’origine per il piacere di guida, leggero e con un’impostazione da sportiva pura. Utilizzarla come base per un prototipo da gara consente al costruttore di valutare il comportamento del nuovo motore in un contesto che privilegia equilibrio e reattività. La vettura impiegata nei test resta comunque un esemplare sperimentale, quindi qualcosa di diverso dalla versione di serie che circola sulle strade.
Al momento le informazioni disponibili si fermano alla configurazione generale del propulsore. Quello che emerge con chiarezza è che Toyota sta lavorando su un quattro cilindri aspirato a benzina di nuova generazione e che ha deciso di verificarne le qualità direttamente in condizioni di gara. Il progetto ruota tutto attorno a questa unità da 2 litri, montata su una GR86 trasformata in auto da corsa sperimentale e già impegnata nelle prove.
Fonte: TecnoAndroid


