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Il mercato smartphone sta vivendo una delle fasi più difficili dell’ultimo decennio e le prospettive non lasciano intravedere una ripresa veloce. Dopo un terzo trimestre del 2026 chiuso con numeri pesantissimi, anche il 2027 dovrebbe portare con sé vendite in calo, e l’Europa rischia di trovarsi davanti a un anno complicato tra prezzi elevati e disponibilità ridotta. Il nuovo rapporto di Omdia, che aggiorna le stime preliminari diffuse a metà ottobre, parla di 254,7 milioni di unità distribuite nel mondo tra luglio e settembre. Si tratta di un calo del 20% su base annua e del risultato più basso per quel periodo dal 2013.
Dietro questa frenata c’è soprattutto la pressione dei rincari delle memorie e degli altri componenti, che continuano a spingere verso l’alto i costi di produzione. L’attenzione però non si ferma al trimestre appena concluso. Secondo le stime della società di analisi, le spedizioni globali scenderanno del 12% sull’intero 2026, e il quadro dovrebbe peggiorare ancora nel corso del prossimo anno, anche se con una flessione più contenuta. Pesa in particolare la scarsa disponibilità di chip di memoria, comprese le soluzioni ad alta larghezza di banda impiegate nei sistemi per l’intelligenza artificiale. Una carenza che potrebbe tenere alti i costi ancora a lungo e allontanare il ritorno a listini più abbordabili.
Europa in calo del 19%, ma altrove va anche peggio
Il Vecchio Continente non resta fuori dalla crisi. Nel terzo trimestre le spedizioni in Europa sono diminuite del 19% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, passando da circa 38,5 a 31,2 milioni di unità. Una contrazione molto vicina a quella globale, che mostra come l’aumento dei componenti e la prudenza dei consumatori stiano frenando anche un mercato maturo come quello europeo.
In altre aree del mondo, comunque, il quadro è decisamente più cupo. L’Africa registra il crollo più vistoso con un meno 39%, seguita dal Medio Oriente al 27% e dall’America Latina al 24%. Anche l’area Asia Pacifico, Cina esclusa, perde il 26%, mentre la Cina continentale contiene la discesa all’11%. Il Nord America si conferma invece il mercato più solido, con una riduzione di appena l’1% rispetto allo stesso trimestre del 2025.
Per l’Europa questo dato arriva in un momento delicato, cioè a ridosso della stagione natalizia. I prezzi alti lasciano poco spazio agli acquisti d’impulso e rendono più faticoso tenere in piedi i volumi nella fascia economica, mentre i distributori devono immobilizzare più capitale per riempire i magazzini. Il rapporto non offre una suddivisione europea per fascia di prezzo o per marchio, quindi non è possibile stabilire quanto il calo si concentri sui modelli più economici. Di certo la frenata non riguarda solo i mercati emergenti.
Negozi più cauti e produttori a caccia di margini
Il nodo non è soltanto la domanda. Distributori e negozianti stanno gestendo le scorte con molta più attenzione, perché comprare dispositivi più cari richiede maggiori risorse e aumenta il pericolo di restare con merce invenduta. Secondo Omdia, i grandi attori come gli operatori telefonici e le catene di elettronica hanno le spalle più larghe per reggere questi costi, mentre i rivenditori indipendenti rischiano di subire più duramente l’erosione dei margini e il rallentamento delle vendite.
Sul fronte dei produttori la reazione è già visibile. Le aziende stanno riducendo il numero di varianti, ripensando le configurazioni di RAM e archiviazione e puntando sui mercati e sui modelli che rendono di più. A queste scelte si aggiungono finanziamenti, permute e servizi extra, strumenti pensati per rendere meno pesante l’acquisto di telefoni sempre più cari senza dover ricorrere a sconti su larga scala.
Il settore potrebbe quindi uscire da questa fase con un’offerta sbilanciata verso la fascia medio alta. In Europa, dove il prezzo medio ha già toccato livelli record, il rischio concreto è che il calo dei volumi si accompagni a una scelta più ristretta per chi cerca uno smartphone economico. Per i marchi la partita non si giocherà solo sul vendere meno dispositivi, ma sul convincere gli utenti a spendere di più in un periodo in cui il potere d’acquisto resta sotto pressione.
Fonte: TecnoAndroid


