Una scoperta sta facendo parlare il mondo dell’archeologia europea e non solo. Nei pressi di Digione, in Francia, sono state rinvenute tombe celtiche maschili con una disposizione del tutto insolita, insieme a una necropoli romana dedicata a sepolture infantili. Due ritrovamenti che aprono scenari inediti sulla comprensione dei rituali funebri delle popolazioni antiche che abitavano questa zona della Gallia.
Le indagini, condotte tra il 2025 e il 2026 dagli archeologi dell’Inrap (Istituto nazionale francese per la ricerca archeologica preventiva), hanno portato alla luce un’area funeraria che risale alla tarda età del Ferro, un periodo compreso tra il 450 e il 25 a.C. e attribuibile a gruppi gallici. Quello che ha colpito subito gli studiosi non è tanto il ritrovamento in sé, che pure ha un valore enorme, quanto piuttosto il modo in cui i corpi erano stati deposti. Le tombe celtiche individuate presentano infatti una disposizione dei defunti che non trova riscontro nelle pratiche funerarie già note per quest’area geografica e per questo arco temporale.
Una necropoli infantile di epoca romana e il mistero dei rituali
Accanto alle sepolture galliche, il sito ha restituito anche una necropoli romana infantile, un elemento che aggiunge ulteriore complessità al quadro. Le sepolture di neonati e bambini piccoli in epoca romana non erano rare, ma trovarle in prossimità di un’area funeraria celtica più antica suggerisce una continuità d’uso del luogo che attraversa secoli e culture diverse. Questo dettaglio, secondo gli archeologi dell’Inrap, potrebbe indicare che la zona nei pressi di Digione aveva un significato sacro o rituale che è stato riconosciuto e preservato anche dopo la romanizzazione della Gallia.
Le tombe celtiche maschili, nello specifico, mostrano caratteristiche che gli esperti stanno ancora cercando di interpretare con precisione. La posizione dei corpi, l’orientamento delle sepolture e gli eventuali oggetti di corredo funebre raccontano qualcosa di diverso rispetto a quanto documentato finora nelle necropoli galliche della regione. Ogni dettaglio conta: la profondità delle fosse, la cura nella preparazione del luogo di sepoltura, persino la scelta di raggruppare solo individui di sesso maschile in quest’area specifica.
Una scoperta che cambia tanto, soprattutto in merito ai riti funebri
Il fatto che queste tombe celtiche si trovino vicino a una città importante come Digione non è secondario. La regione della Borgogna è da sempre un territorio chiave per comprendere le dinamiche tra popolazioni celtiche e mondo romano, e ogni nuovo ritrovamento aggiunge un tassello a un mosaico ancora pieno di vuoti. Gli scavi dell’Inrap in quest’area proseguiranno, e gli archeologi sperano che le analisi sui resti ossei, comprese eventuali indagini sul DNA antico, possano chiarire chi fossero questi uomini sepolti con modalità così particolari.
Da qui dunque viene fuori che i rituali funebri gallici erano molto più vari e articolati di quanto si pensasse. Non esisteva un unico modo di seppellire i propri morti, e le comunità locali avevano probabilmente tradizioni proprie che si differenziavano anche a distanza di pochi chilometri. Le prossime fasi di studio del sito nei pressi di Digione potrebbero riservare altre sorprese, soprattutto quando verranno completate le analisi di laboratorio sui reperti e sui resti umani recuperati durante gli scavi.

