Chi va a caccia di un progetto fai da te che sia semplice da realizzare, leggero per il portafoglio e davvero utile tutti i giorni, nel Tomato32 potrebbe trovare pane per i suoi denti. Parliamo di un timer costruito attorno al chip ESP32, che mette insieme un’estetica essenziale e tante possibilità di personalizzazione. Il risultato è un accessorio da scrivania pensato per chi vuole lavorare meglio, restare concentrato e spremere un po’ di più dalle proprie giornate. Il nome non è casuale, anzi. Strizza l’occhio a chi segue la cosiddetta tecnica del pomodoro, quel metodo di gestione del tempo che da decenni aiuta studenti e professionisti a non disperdere energie.
A proposito di tecnica del pomodoro, vale la pena ricordare da dove arriva. L’ha messa a punto Francesco Cirillo negli Anni ’80 e il principio è tutto sommato semplice. Si lavora per 25 minuti filati, poi ci si concede una pausa breve, di quei 5 o 10 minuti che servono a tirare il fiato. Ogni quattro cicli di questo tipo arriva invece una pausa più lunga, qualcosa come venti o trenta minuti. Cirillo usava un timer da cucina a forma di pomodoro, ed ecco spiegato perché ogni blocco di lavoro più pausa breve è finito per chiamarsi proprio “pomodoro”. Completati quattro di questi, ovvero un set, ci si può rilassare un po’ più a lungo.
Come funziona e cosa si può personalizzare
Il progetto è stato condiviso su Reddit dal suo stesso ideatore, che non si è tenuto nulla per sé. Su GitHub ha pubblicato schemi elettronici, istruzioni passo passo e l’intero codice sorgente del software di controllo. Chi vuole, insomma, ha tutto il necessario per costruirsi il dispositivo da zero. Dal punto di vista estetico il Tomato32 ha un corpo molto compatto e un profilo sottile. L’interfaccia è gestita da uno schermo touchscreen, così tutte le funzioni si controllano con un tocco, senza pulsanti fisici da premere. L’effetto finale ricorda più un gadget tecnologico moderno che il classico timer da cucina di una volta.
Negli anni, com’era prevedibile, sono nate diverse varianti della tecnica del pomodoro. E qui sta uno dei punti forti del progetto, perché il Tomato32 nasce con la flessibilità nel suo DNA. Ognuno può decidere quanto far durare i propri pomodori, a seconda di come lavora e di quanto riesce a tenere alta la concentrazione. Ci sono anche tre profili già pronti, che restano comunque modificabili a piacere. Si può scegliere quanti pomodori completare prima di staccare per le pause lunghe, e non mancano impostazioni extra per adattare il dispositivo ad altri metodi simili. C’è spazio anche per il gusto personale, visto che si possono caricare sfondi su misura per cambiare l’aspetto dello schermo.