Thread Direct promette di semplificare ancora di più la vita a chi gioca con la domotica, e le premesse sono interessanti. Tutto nasce sulla scia della versione 1.6 di Matter, uscita da poco, pensata per rendere la configurazione di un impianto smart home più veloce e meno macchinosa. La novità in arrivo però potrebbe spingersi oltre, perché l’idea è di poter attivare un dispositivo direttamente dallo smartphone, senza dover passare subito da un Thread Border Router.
Le tempistiche restano in sospeso. Si parla di una possibile versione 2.0, ma quando arriverà davvero non è chiaro. Le conseguenze pratiche, comunque, si capiscono già adesso. Chi compra un dispositivo compatibile spesso ignora che serve un componente extra per farlo funzionare, e proprio qui Thread Direct vuole intervenire.
Thread e Matter non sono la stessa cosa
Su questo punto vale la pena fare chiarezza, perché la confusione è frequente. Thread è uno dei protocolli di comunicazione wireless supportati da Matter. Funziona grazie a una rete mesh a basso consumo energetico e bassa latenza, che consente ai dispositivi di parlarsi direttamente all’interno di casa. Matter, invece, è il linguaggio comune. È quello che permette a piattaforme diverse di andare d’accordo, da Apple Home ad Amazon Alexa, passando per Google Home, Samsung Electronics SmartThings e Home Assistant. Detto in modo semplice, uno si occupa di come i dispositivi comunicano tra loro, l’altro di far sì che marche e ecosistemi differenti si capiscano. Sono due pezzi dello stesso puzzle, ma con compiti distinti.
Il nodo del Thread Border Router
Oggi, per usare al meglio dispositivi Thread come serrature intelligenti, prese smart o sensori, serve quasi sempre un Thread Border Router. Si tratta di un apparecchio sempre acceso che fa da ponte tra la rete Thread, internet e le altre reti domestiche. Questo ruolo viene svolto da prodotti che molti hanno già in casa senza saperlo, come Apple TV, Google Nest Hub, i router Eero o alcuni smart speaker Echo. Il problema sta tutto qui. Capita spesso che qualcuno acquisti un prodotto compatibile con Thread convinto di poterlo usare subito, salvo poi scoprire che senza quell’hardware aggiuntivo non si va da nessuna parte. È una di quelle barriere nascoste che scoraggiano chi si avvicina alla casa intelligente per la prima volta.
Con Thread Direct l’attivazione iniziale diventerebbe possibile dallo smartphone, almeno nella fase di partenza, riducendo questa dipendenza immediata da un router dedicato. Un cambiamento che, sulla carta, abbassa parecchio l’asticella per chi vuole iniziare senza troppi grattacapi tecnici. Le tempistiche, come detto, restano l’unica grande incognita di questa storia.