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Sono passati più di undici anni dall’uscita di The Witcher 3: Wild Hunt eppure CD Projekt RED non ha alcuna intenzione di mettere da parte Geralt di Rivia. The Witcher 3: Songs of the Past è la terza espansione del gioco, sviluppata in collaborazione con Fool’s Theory, e arriverà nel 2027 portando lo strigo in una regione mai vista prima chiamata Letten. A raccontare come prende forma questo nuovo angolo del Continente sono stati il lead level designer Miles Tost e la sceneggiatrice Paula Meissner, intervistati durante Lucca Comics & Games.
L’idea di fondo è piuttosto chiara. Il team non punta a inventare per forza una meccanica di movimento inedita ma vuole che ogni passo dentro Letten trasmetta un’identità ben riconoscibile. Un po’ come succedeva con le montagne e le traversate in barca di Skellige oppure con gli spazi più aperti del Velen, dove bastavano pochi minuti per capire in che parte del mondo ci si trovava.
Paesaggio, cultura e una birra al miele
Per ottenere questo risultato gli sviluppatori trattano paesaggio, architettura e cultura come ingranaggi dello stesso meccanismo. L’aristocrazia locale richiama alcune influenze britanniche, mentre villaggi e campagne si ispirano alla tradizione rurale polacca. E non si parla soltanto di estetica. Questi riferimenti dovrebbero emergere nella vita di tutti i giorni degli abitanti, nell’economia della zona e perfino nel modo in cui vengono costruite le missioni.
Il dettaglio più curioso riguarda il Bracket, una bevanda tipica descritta come un incrocio tra miele e birra. Potrebbe sembrare una semplice nota di colore e invece per il team è una vera colonna portante dell’area. Per produrlo servono miele e luppolo, due risorse che finiranno quindi per lasciare segni visibili sul territorio e nelle attività quotidiane della popolazione.
Questa logica si spinge fino al bestiario. Il nuovo Swarmion è una creatura ghiotta di miele che usa i calabroni come scudo protettivo. Non è un mostro piazzato lì a caso ma nasce dalle stesse condizioni ambientali ed economiche che definiscono la regione. Un esempio concreto della costruzione del mondo a più livelli con cui CD Projekt RED vuole rendere Letten credibile.
Il rispetto della lore e il caso Regis
Lo stesso scrupolo viene applicato alla continuità narrativa. Meissner ha spiegato che gli autori collaborano di continuo con il team interno dedicato alla lore, che ha il compito di confrontare ogni idea con i libri, i giochi e gli altri contenuti ufficiali della saga. Alcuni degli ostacoli incontrati toccano parti della storia ancora segrete e per questo gli sviluppatori hanno preferito non scendere nei particolari.
Tost ha tirato in ballo il ritorno di Regis in Blood and Wine per chiarire la filosofia del gruppo. Anche una svolta che all’inizio sembra in contrasto con il canone può funzionare, a patto che arrivi con una spiegazione coerente e non diventi una semplice riscrittura a posteriori degli eventi. Il riferimento serve però a descrivere il metodo di lavoro e non anticipa necessariamente il ritorno di qualche personaggio in particolare dentro Songs of the Past.
Dalle parole degli sviluppatori emerge che la personalità di Letten dipenderà soprattutto dall’equilibrio tra geografia, società, missioni e creature. L’espansione era già stata presentata come un contenuto di ampio respiro capace di riaprire il viaggio di Geralt. Songs of the Past è atteso nel 2027 su PC, PlayStation 5, Xbox Series X|S e Nintendo Switch 2.
Fonte: TecnoAndroid


