The Winds of Winter resta il grande assente nella bibliografia di George R.R. Martin, e ormai l’attesa per questo romanzo ha raggiunto un traguardo che fa quasi sorridere, se non fosse per i fan in trepidazione da anni. Lo scrittore continua a produrre tantissimo materiale, questo è fuori discussione, ma il prossimo capitolo della saga principale delle Cronache del ghiaccio e del fuoco sembra rimanere sempre un passo più in là.
Il dato curioso è che il vuoto editoriale lasciato da questo libro ha superato il tempo complessivo che Martin ha impiegato per scrivere tutti i romanzi già usciti. Detta così suona paradossale, eppure i numeri parlano chiaro e raccontano una storia precisa.
Quanto tempo è passato dall’ultimo volume
Il divario temporale tra A Dance With Dragons e l’atteso seguito ha ormai sorpassato l’intera attesa che separò la pubblicazione di A Game of Thrones da quella dello stesso A Dance With Dragons. Tradotto in parole povere, ci è voluto più tempo per non vedere uscire un libro che per scrivere i primi cinque.
I primi cinque volumi delle Cronache del ghiaccio e del fuoco sono stati pubblicati nell’arco di 5.457 giorni, vale a dire quasi 15 anni, un percorso culminato con l’arrivo nelle librerie americane di A Dance With Dragons l’11 luglio 2011. Ad oggi, 21 giugno 2026, sono passati esattamente 5.458 giorni da quando quell’ultimo capitolo è comparso sugli scaffali negli Stati Uniti. Un giorno in più, giusto per rendere la coincidenza ancora più ironica.
Martin impegnato su altri fronti
Sarebbe ingiusto, però, descrivere lo scrittore come uno che se ne sta con le mani in mano. Nel frattempo George R.R. Martin ha lavorato a parecchi progetti, e di un certo peso. Ha collaborato con FromSoftware alla creazione di Elden Ring, ha pubblicato altri romanzi e ha messo la firma su diverse serie televisive di successo, tra cui le recenti House of the Dragon e A Knight of the Seven Kingdoms.
A questo si aggiunge il fatto che sono attualmente in sviluppo dei seguiti de Il Trono di Spade, segno che l’universo creato dall’autore continua a espandersi in ogni direzione, tranne forse quella che i lettori aspettano con più ansia.
Il problema, a quanto pare, è più di natura emotiva che pratica. Martin in più occasioni ha lasciato intendere di non essere semplicemente nello stato d’animo adatto per chiudere questo romanzo. Una questione di umore, di ispirazione, di quel particolare allineamento che serve quando si tratta di portare a termine un’opera tanto attesa. E intanto i giorni continuano ad accumularsi, uno dopo l’altro, andando ad alimentare quello che è diventato uno dei ritardi più chiacchierati nella storia recente della narrativa fantasy.