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Chi sperava che The Duskbloods fosse una specie di sequel spirituale di Bloodborne farà bene a mettersi il cuore in pace, perché Hidetaka Miyazaki ha messo un punto fermo sulla questione: i due giochi non hanno nulla a che spartire. Anzi, il direttore di FromSoftware è arrivato a dire che quasi si pente di aver infilato la parola “Blood” nel titolo, visto il numero di volte in cui gli è stata rivolta la stessa domanda.
La confusione, va detto, non nasce dal nulla. L’estetica cupa, certi temi ricorrenti, quel richiamo al sangue già nel nome: elementi più che sufficienti per far partire la fantasia di una fanbase che da anni aspetta un segnale, uno qualsiasi, su un possibile ritorno del gioco del 2015. E il legame tecnicamente esiste, certo, ma si ferma al fatto che entrambi i titoli portano la firma di FromSoftware con Miyazaki alla guida. Oltre quello, niente.
Miyazaki taglia corto sul legame con Bloodborne
“Mi aspettavo questa domanda, ma è un gioco che non ha alcun collegamento con Bloodborne”, ha spiegato il game director. E ha aggiunto, ridendo, che proprio per la frequenza con cui se la sente porre, quasi rimpiange la scelta del titolo. Secondo Miyazaki ci sono soltanto termini e concetti simili, mentre i temi di fondo viaggiano su binari completamente diversi.
C’è un dettaglio interessante nel ragionamento: il network test non ha mostrato granché della lore del mondo di gioco, e questo secondo il direttore rende difficile cogliere le differenze. Nella versione commerciale, quella definitiva, verrà svelato molto di più sull’ambientazione e a quel punto, sostiene, sarà evidente a tutti che si tratta di due opere lontanissime tra loro.
Il contesto aiuta a capire perché tanti fan si siano aggrappati a questa speranza. Da anni la community chiede a gran voce un remake, un remaster o anche solo un port ufficiale su PC di Bloodborne, senza mai ottenere risposta. Ci sarebbe stata anche una proposta di remake arrivata da Bluepoint, lo studio dietro il rifacimento di Demon’s Souls, respinta da FromSoftware prima che Sony chiudesse lo studio nel corso di quest’anno. Il risultato è una platea di appassionati affamata di qualsiasi segnale, pronta a leggere indizi ovunque. Peccato che The Duskbloods non sia quel segnale.
Un progetto pensato per essere diverso da tutto il resto
Fin dall’annuncio, il gioco è stato presentato come qualcosa di nuovo per lo studio giapponese. Un action PvPvE in cui gruppi fino a otto giocatori si affrontano in partite online con condizioni di vittoria variabili, una formula che con la struttura solitaria e contemplativa dei souls classici c’entra davvero poco.
Miyazaki racconta che il progetto è pieno di idee che negli anni non avevano trovato posto altrove. Concetti che sulla carta funzionavano benissimo, dice, ma che non si incastravano nel contesto di un’esperienza single player o più specificamente in quello di Dark Souls e Demon’s Souls. Materiale accumulato, insomma, che ora trova finalmente uno spazio dove esistere.
Il titolo resta un’esclusiva Switch 2 ed è atteso nel corso del 2026, con un presunto leak che indicherebbe settembre come mese di uscita. Nel frattempo, prima del network test, era già circolato del materiale di gameplay non ufficiale che mostrava combattimenti aerei piuttosto spettacolari, movimenti fluidi e persino un personaggio capace di trasformarsi in un dinosauro. Un dettaglio che, di per sé, dice già parecchio su quanto la direzione presa sia distante dai vicoli di Yharnam.










