La promessa della guida autonoma completa su Tesla si è infranta contro un muro tecnico che nessun aggiornamento software può abbattere. Elon Musk ha confermato durante la conferenza per gli investitori, dopo la presentazione dei risultati trimestrali, che circa quattro milioni di veicoli Tesla equipaggiati con la piattaforma Hardware 3 (HW3) non potranno mai raggiungere il livello di FSD senza supervisione. Un colpo durissimo per chi, fidandosi delle dichiarazioni dell’azienda, aveva speso tra i 7.000 e i 13.500 euro per acquistare il pacchetto di guida autonoma completa.
La storia parte da aprile 2019, quando Tesla lanciò la piattaforma HW3 con un messaggio piuttosto netto. Tutte le auto che uscivano dalla fabbrica avrebbero avuto, grazie a quella piattaforma, l’hardware necessario per la guida autonoma completa. Sono passati anni, e ora Musk spiega che il collo di bottiglia è il bandwidth della memoria. HW3 dispone di appena un ottavo della larghezza di banda di memoria rispetto a HW4. Il sistema FSD si basa su transformer autoregressivi, e per farli funzionare serve una capacità che il chip di HW3 semplicemente non possiede. Non è un problema risolvibile via software. Il chip è fisicamente limitato, e nessun aggiornamento OTA può cambiare le cose. Lo stesso Musk ha detto, quasi con rassegnazione: “Avrei voluto che fosse diverso, ma Hardware 3 non ha la capacità di raggiungere FSD senza supervisione”.
Milioni di veicoli Tesla coinvolti e nessun rimborso in vista
I numeri fanno impressione. Si stima che siano circa quattro milioni i veicoli Tesla attivi e circolanti basati su HW3. Di questi, circa 285.000 hanno acquistato il pacchetto FSD. L’investitore Ross Gerber ha sottolineato su X che la responsabilità economica di Tesla potrebbe ammontare a svariati miliardi di euro. Eppure, l’azienda non ha annunciato rimborsi né compensazioni per gli utenti coinvolti.
Quello che Tesla propone, al momento, sono due alternative. La prima è un trade in: consegnare la propria auto e acquistare un nuovo veicolo Tesla dotato di HW4, senza però fornire dettagli economici precisi sull’operazione. La seconda è un aggiornamento gratuito chiamato “V14 lite”, previsto per giugno, che dovrebbe portare le funzionalità di FSD v14 adattate all’hardware più datato. Certo, è un miglioramento, ma resta lontanissimo da quanto promesso a utenti che da tempo sono fermi alla versione FSD v12.6. Nel frattempo, i modelli equipaggiati con HW4 hanno potuto sfruttare FSD v13 e FSD v14, le versioni più recenti e potenti del software di assistenza alla guida.
Aggiornamento hardware possibile, ma complicato
Musk ha anche accennato alla possibilità di sostituire fisicamente il modulo HW3 con HW4, ma l’operazione richiede anche la sostituzione delle telecamere. Ed è tutt’altro che semplice. Le sue parole sono state piuttosto eloquenti: “Per farlo in modo efficiente dovremo creare micro fabbriche nelle grandi città. Attualmente si fa tutto nei centri di assistenza ed è estremamente lento e inefficiente. Col tempo, credo che abbia senso convertire tutte le auto HW3 a HW4, perché questo è ciò che permetterà loro di entrare nella flotta di robotaxi e avere FSD senza supervisione”.
Il problema non riguarda solo gli Stati Uniti. Anche in Europa ci sono utenti colpiti dalla situazione, persone che hanno acquistato il pacchetto FSD di Tesla pur senza poterlo usare legalmente sulle strade europee. Uno di loro, Mischa Sigtermans, un olandese che comprò la sua Model 3 nel 2019, pagò 6.400 euro per il pacchetto FSD aspettando che la promessa si realizzasse. Sette anni dopo, finalmente la modalità FSD Supervisato è stata approvata nei Paesi Bassi, ma la sua auto con HW3 non può utilizzarla. Ha creato un sito web per raccogliere le segnalazioni degli utenti europei coinvolti e ha già ricevuto 3.000 registrazioni, che rappresentano circa sei milioni di euro in acquisti di FSD.