Il destino della Terra è appeso a un filo che ha a che fare con l’evoluzione del Sole, e alcuni ricercatori hanno provato a riscrivere il copione che tutti davano per scontato. Il nostro pianeta potrebbe non venire divorato dalla nostra stella nel momento in cui questa si trasformerà in una gigante rossa. Eppure, e qui sta il punto meno rassicurante, la vita sulla Terra ha comunque i giorni contati, con una scadenza fissata attorno a 1,8 miliardi di anni da adesso.
Cosa succede quando il Sole invecchia
Quando una stella come la nostra arriva alla fine del proprio ciclo, non si spegne semplicemente. Attraversa una fase in cui si gonfia a dismisura, diventando quella che gli astronomi chiamano gigante rossa. Per lungo tempo si è pensato che questo processo avrebbe inghiottito i pianeti più vicini, Terra compresa. Le nuove analisi però raccontano una storia leggermente diversa. Mentre il Sole cresce di dimensioni, perde anche massa, e questa perdita fa sì che le orbite dei pianeti si allarghino. Il risultato è che la Terra potrebbe riuscire a scansare l’abbraccio mortale della stella, restando appena fuori portata invece di finire risucchiata.
Non è una certezza assoluta, sia chiaro. I margini sono sottili e basta poco perché il calcolo penda da una parte o dall’altra. Ma l’ipotesi che il pianeta sopravviva fisicamente al Sole morente è tornata sul tavolo con basi più solide di quanto si credesse.
Perché la biosfera non arriverà a quel momento
Qui arriva la parte che ridimensiona ogni entusiasmo. Anche ammesso che la Terra resti intatta, la sua capacità di ospitare la vita si esaurirà molto prima che il Sole diventi una gigante rossa. Il motivo sta nel fatto che la nostra stella diventa gradualmente più luminosa e più calda con il passare del tempo. Questo aumento costante di energia finirà per rendere il pianeta inabitabile.
Secondo le stime rielaborate, la biosfera terrestre ha davanti a sé circa 1,8 miliardi di anni prima del collasso definitivo. Con l’innalzamento delle temperature, gli oceani inizieranno a evaporare e i meccanismi che tengono in equilibrio il clima si romperanno uno dopo l’altro. La vita complessa sparirà ben prima, lasciando spazio soltanto a forme resistenti come alcuni microrganismi, prima che anche quelli cedano.
C’è una certa ironia in tutto questo. Per anni l’immagine dominante è stata quella di una Terra arrostita e poi inghiottita dalla stella in un unico atto finale. La realtà messa a fuoco da questi studi è meno spettacolare ma non meno definitiva. Il pianeta potrebbe restare lì, un guscio roccioso ormai sterile, mentre il Sole gli passa accanto senza distruggerlo.
Numeri come 1,8 miliardi di anni sfuggono a qualsiasi intuizione umana. Sono intervalli talmente vasti da rendere quasi astratta ogni preoccupazione pratica. Restano però un promemoria di quanto la sopravvivenza della vita dipenda da equilibri che noi tendiamo a dare per garantiti. Il Sole che oggi scalda ogni cosa è la stessa stella che, lentamente e senza fretta, sta scrivendo la fine della storia biologica del nostro mondo.