C’è ancora un po’ di tempo per spedire simbolicamente il proprio nome nello spazio grazie al telescopio spaziale Nancy Grace Roman, la nuova grande missione scientifica della NASA. Fino al 12 luglio chiunque può aderire gratuitamente all’iniziativa, che prevede l’inserimento dei nomi raccolti in una microSD destinata a viaggiare insieme all’osservatorio. Il lancio è previsto non prima del 30 agosto, a bordo di un razzo Falcon Heavy di SpaceX.
Non è la prima volta che la NASA propone qualcosa del genere. Negli anni hanno partecipato a operazioni simili rover marziani, capsule pensate per i futuri voli con equipaggio e diversi progetti scientifici, coinvolgendo milioni di persone in giro per il mondo. L’idea di fondo resta sempre la stessa, avvicinare il pubblico a missioni che provano a rispondere ad alcune delle domande più grandi dell’astrofisica.
Partecipare è davvero alla portata di tutti. Basta raggiungere il sito ufficiale predisposto dall’agenzia, scrivere il nome che si vuole inviare e confermare. Niente account da creare, nessun costo. Alla fine viene generato anche un biglietto ricordo personalizzato, da scaricare o stampare come piccola testimonianza della partecipazione.
I nomi raccolti entro il 12 luglio finiranno su una scheda microSD fissata direttamente al telescopio. Una volta partito, l’osservatorio raggiungerà il punto di Lagrange L2, a circa 1,5 milioni di chilometri dalla Terra, dove comincerà a lavorare. La scelta non è affatto casuale, perché è la stessa zona dove si trova anche il James Webb. Qui le forze gravitazionali di Terra e Sole si bilanciano, e questo permette al telescopio di mantenere un’orbita stabile bruciando poco propellente. In più la Terra resta sempre dallo stesso lato rispetto agli strumenti, senza disturbare le osservazioni. Un dettaglio tutt’altro che secondario, visto che Roman lavorerà soprattutto nell’infrarosso e ha bisogno di temperature molto basse per restituire dati precisi.
Telescopio Nancy Grace Roman: cosa farà davvero questo nuovo osservatorio
Il Nancy Grace Roman Telescope è la prossima grande missione astrofisica della NASA. Pur condividendo qualcosa con Hubble e James Webb, non va visto come una loro semplice evoluzione, ma come uno strumento pensato per un ruolo complementare. Monta uno specchio primario da 2,4 metri, praticamente le stesse dimensioni di quello di Hubble, ma con tecnologie ben più moderne alle spalle.
Il cuore del sistema è il Wide Field Instrument. Una fotocamera con un campo visivo circa 100 volte più ampio rispetto a quello del celebre predecessore. Tradotto, vuol dire poter osservare porzioni enormi di cielo in tempi molto più rapidi. Accanto a questo c’è il Coronagraph Instrument, nato come dimostrazione tecnologica per l’osservazione diretta di alcuni esopianeti, capacità che spianerà la strada alle missioni future dedicate alla ricerca di mondi simili alla Terra.
Grazie a questa combinazione, Roman aiuterà gli astronomi a studiare la distribuzione della materia oscura e dell’energia nell’Universo, oltre a scovare migliaia di nuovi esopianeti con la tecnica del microlensing gravitazionale. C’è anche un retroscena curioso sulla sua costruzione. Parte dell’hardware deriva infatti da componenti sviluppate in origine per satelliti spia statunitensi, poi cedute dalla National Reconnaissance Office alla NASA, che le ha adattate alle esigenze scientifiche della missione.
Il nome dell’osservatorio è un omaggio alla dottoressa Nancy Grace Roman, prima astronoma capo della NASA e figura cruciale nella storia dell’esplorazione spaziale. Durante la sua carriera fu tra le più convinte sostenitrici dei telescopi spaziali, contribuendo in modo decisivo alla nascita del programma che avrebbe poi portato al lancio di Hubble. Non a caso viene ricordata come la madre del telescopio spaziale Hubble. Il suo lavoro ha gettato le basi per buona parte delle missioni astronomiche moderne.
Chi vuole esserci a modo proprio ha quindi ancora qualche giorno davanti. La finestra per inviare il nome resta aperta fino al 12 luglio, mentre il lancio del telescopio spaziale Nancy Grace Roman è atteso non prima del 30 agosto. Da quel momento la microSD con i nomi di milioni di persone inizierà il suo viaggio verso una delle regioni più importanti per l’astronomia di oggi.