Dal 19 giugno scattano nuove regole sul telemarketing, ma la stretta riguarda soltanto un pezzo del problema. A finire sotto la lente sono le offerte commerciali nel settore dell’energia, mentre telefonia e Internet restano fuori dalla partita. In pratica gli operatori di luce e gas potranno inviare messaggi promozionali o proporre per telefono nuovi contratti di fornitura solo se l’utente ha dato un consenso espresso. Chi viola queste disposizioni rischia grosso, perché i contratti firmati senza rispettare le regole vengono considerati nulli, quindi privi di qualsiasi valore legale.
Il cambio di rotta è arrivato nel corso della seduta a Montecitorio. Il testo che era passato al Senato, dove erano state inserite norme simili anche per le telecomunicazioni, è stato alleggerito dal Governo con quattro emendamenti soppressivi. Dietro la decisione c’è stato un confronto con il Quirinale sulla necessità di togliere dal decreto alcune norme ritenute fuori tema rispetto alla materia principale del provvedimento. Tra queste figurava proprio l’estensione della stretta sul telemarketing al mondo delle tlc.
Telefonia e Internet restano senza tutele
Il provvedimento è stato approvato alla Camera con 149 voti favorevoli e 95 contrari, ma dovrà tornare a Palazzo Madama per una terza lettura quasi obbligata vista la scadenza fissata al 29 giugno. La norma che riguardava telefonia e Internet avrebbe esteso anche a questi settori i limiti introdotti ad aprile con il decreto energia. Il percorso parlamentare, va detto, era già stato piuttosto accidentato. In commissione Finanze al Senato era passata una seconda versione dell’emendamento, mentre una terza riformulazione aveva fatto la sua comparsa prima dell’avvio dei lavori senza poi essere depositata ufficialmente.
Alla Camera, però, la misura è stata stralciata perché giudicata non omogenea rispetto al contenuto del decreto accise, insieme ad altre disposizioni cancellate dopo il dialogo tra Governo e Quirinale. Risultato concreto, chi riceve chiamate commerciali per cambiare gestore telefonico, attivare una nuova offerta Internet o modificare un contratto non avrà le stesse protezioni previste per luce e gas. L’estensione alle tlc potrebbe rientrare in un altro provvedimento più avanti, ma per ora la distinzione tra i due settori resta netta, nonostante entrambi siano molto esposti al telemarketing aggressivo e alle attivazioni poco trasparenti.
Le polemiche e la novità sull’e-commerce
Lo stralcio della norma sulle tlc ha subito acceso le polemiche. “Giù le mani dalla stretta sul telemarketing nel settore della telefonia. Nessun passo indietro deve essere fatto sul sacrosanto giro di vite contro le telefonate selvagge e che estende anche alle comunicazioni quanto già previsto per luce e gas. Una vergogna bella e buona”, ha tuonato Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. Sulla stessa linea anche l’Adoc, che parla di “una scelta che va contro ogni principio di democrazia e soprattutto di tutela dei consumatori”.
Sempre dal 19 giugno arriva un’altra novità, questa volta per chi compra online. I siti di e-commerce e gli altri negozi digitali dovranno introdurre una funzione che permetta ai consumatori di esercitare più facilmente il diritto di recesso dai contratti conclusi su Internet. La funzione dovrà essere riconoscibile in modo immediato e accompagnata dalla dicitura “Recedere dal contratto qui”.