Tastiere meccaniche e trackball stanno vivendo una seconda giovinezza, e a riportarle sulle scrivanie sono soprattutto i professionisti creativi, gente che con il computer ci lavora ore e ore ogni giorno. La spinta non arriva dalla nostalgia fine a se stessa, ma da qualcosa di molto più pratico: comfort ed ergonomia che, a quanto pare, i modelli più recenti faticano a garantire. Il minimalismo tanto celebrato negli ultimi anni inizia così a mostrare qualche crepa.
Quando il vecchio batte il nuovo
C’è un dato che colpisce in questa storia. Periferiche progettate negli anni Novanta, considerate ormai pezzi da museo, tornano sulle postazioni di chi disegna, monta video o scrive per mestiere. Non si tratta di un capriccio estetico. Le tastiere meccaniche offrono una risposta tattile che le tastiere sottili e silenziose di oggi non riescono a replicare, e dopo intere giornate passate a digitare la differenza si sente eccome. Lo stesso discorso vale per la trackball, quel dispositivo di puntamento con la sfera che molti avevano dato per spacciato e che invece sta riconquistando spazio proprio per il modo in cui riduce lo sforzo del polso.
Il punto, in fondo, è semplice. Chi usa questi strumenti per lavoro cerca prima di tutto di stare bene mentre lavora, e l’estetica pulita e levigata che ha dominato il design tecnologico recente non sempre coincide con il benessere fisico di chi sta seduto alla scrivania.
Una tendenza che va oltre le periferiche
Il fenomeno, a guardarlo da vicino, non riguarda soltanto le tastiere e i mouse a sfera. Il ritorno del vintage è diventato il vero trend del momento, e si manifesta un po’ ovunque. Bastano due esempi per capirlo: le cuffie col filo, che molti avevano abbandonato in favore del wireless, e i walkman, oggetti che sembravano destinati per sempre al cassetto dei ricordi. Eppure eccoli qui, di nuovo in circolazione.
Sta succedendo davvero qualcosa di curioso: prodotti che sembravano ormai morti e sepolti vengono riportati in vita, scelti da chi cerca un’esperienza diversa da quella offerta dalla tecnologia più recente. Non è solo questione di moda passeggera, almeno non per chi adotta queste soluzioni nel proprio flusso di lavoro quotidiano. Per i professionisti creativi conta soprattutto il risultato concreto, e se una periferica di trent’anni fa fa il suo dovere meglio di una appena uscita, la scelta diventa quasi obbligata.