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Targhe personalizzate in Italia: chi può averle e i divieti

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Anche in Italia arrivano le targhe personalizzate. La novità è contenuta nella riforma del Codice della Strada, il cui schema di decreto legislativo è stato approvato dal Consiglio dei Ministri il 13 ottobre 2026, e rappresenta un cambio di passo per gli automobilisti italiani. Per la prima volta sarà possibile chiedere e ottenere una combinazione alfanumerica dedicata, con lettere e numeri scelti da chi guida, superando almeno in parte il vecchio meccanismo dell’assegnazione progressiva e automatica. La misura, annunciata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, avvicina il nostro Paese a un modello già molto diffuso negli Stati Uniti, negli Emirati e in diverse nazioni europee.

Chi può richiederla e quali regole vanno rispettate

Le norme sulla scelta delle sequenze dedicate si trovano soprattutto all’Articolo 230 della bozza di riforma. La possibilità di avere una targa con uno o più caratteri specifici, così da renderla unica, vale sia per le immatricolazioni sia per le reimmatricolazioni. Tra i beneficiari rientrano quindi i proprietari di veicoli nuovi, ma anche chi possiede un mezzo di interesse storico e collezionistico. Per questi ultimi la novità si aggiunge alla possibilità, già prevista, di ottenere una targa dell’epoca di costruzione che riproduca la sigla originale.

La libertà, comunque, non sarà assoluta. La sequenza scelta dovrà essere unica e non potrà coincidere con una sigla già presente e attiva nel sistema informatico del Centro Elaborazione Dati della Motorizzazione Civile. Sono poi vietate senza eccezioni le combinazioni offensive, ambigue o ingannevoli, così come qualsiasi duplicato. Formato finale, numero massimo di caratteri e struttura della sintassi verranno stabiliti dalle regole applicative. In ogni caso la targa dovrà restare perfettamente leggibile e permettere una chiara identificazione del veicolo da parte delle forze dell’ordine e dei sistemi di rilevamento elettronico.

Un altro punto fermo riguarda la produzione. Fabbricazione e distribuzione restano un’esclusiva dello Stato, che se ne occupa tramite l’Istituto Poligrafico dello Stato. Circolare con targhe realizzate abusivamente o da privati non autorizzati è severamente vietato. La legge proibisce anche di applicare adesivi, stemmi, simboli o altri elementi capaci di alterare la sequenza o di ridurne la visibilità. La targa conserva infatti la sua funzione amministrativa e di sicurezza e non diventa un semplice accessorio estetico.

Come si ottiene, quanto costa e quando sarà disponibile

La richiesta della targa personalizzata passerà attraverso alcune fasi amministrative gestite dai canali del Ministero. Prima di tutto l’automobilista dovrà indicare la combinazione desiderata rispettando il formato consentito. Il sistema informatico ministeriale effettuerà poi una verifica preventiva in tempo reale, per accertare che quella sequenza non sia già stata prenotata o assegnata a un altro veicolo in circolazione. Superati i controlli di congruenza e disponibilità, la combinazione verrà associata ufficialmente al mezzo e riportata nei documenti di circolazione.

Sul fronte economico è previsto un contributo a carico di chi presenta la domanda. Gli importi precisi e i dettagli operativi saranno fissati da un successivo decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze. La struttura del costo, però, è già delineata e comprenderà tre voci distinte: le spese di produzione e rilascio del supporto fisico ufficiale, gli oneri amministrativi legati alla gestione della pratica e all’aggiornamento delle banche dati, e infine una maggiorazione tariffaria dovuta proprio al diritto di scegliere la sequenza.

Per ora, comunque, le nuove targhe non sono ancora prenotabili. Il via libera del Consiglio dei Ministri allo schema di decreto è un passaggio importante ma non attiva subito il servizio. Prima bisognerà attendere la fine dell’iter parlamentare, la pubblicazione dei decreti attuativi ministeriali e l’adeguamento delle piattaforme informatiche della Motorizzazione Civile. Gli automobilisti interessati dovranno quindi aspettare le comunicazioni e le istruzioni ufficiali delle autorità competenti prima di inoltrare qualsiasi richiesta.

Fonte: TecnoAndroid

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