Supergirl ha portato il nuovo Universo DC al suo primo vero scivolone commerciale, con numeri che hanno acceso più di un campanello d’allarme dentro Warner Bros. Il film su Kara Zor El, secondo capitolo della saga guidata creativamente da James Gunn e prodotta da Peter Safran, è diventato il secondo peggior debutto di questo universo cominciato appena un anno fa con Superman, uscito nel 2025. E la cosa, diciamolo, fa rumore.
La pellicola diretta da Craig Gillespie e interpretata da Milly Alcock ha incassato 62,6 milioni di dollari nel mondo durante il primo weekend, di cui 37,1 milioni soltanto negli Stati Uniti. Cifre deboli, niente da girarci intorno. Eppure non sono ancora le peggiori in assoluto. Quel poco invidiabile primato resta in mano a Blue Beetle, uscito nel 2023 e ormai dimenticato da quasi tutti, film che faceva parte delle ore più buie del vecchio universo targato Zack Snyder. Blue Beetle, con Xolo Maridueña davanti alla macchina da presa e Ángel Manuel Soto alla regia, aprì con 25 milioni di dollari in Nord America e chiuse la sua corsa a 130,7 milioni complessivi. Adesso bisogna capire se Supergirl riuscirà a superare quel traguardo oppure scivolerà ancora più giù.
Una perdita che può arrivare a 100 milioni di dollari
Il punto dolente non è tanto il debutto in sé, quanto i conti che non tornano. La perdita economica stimata si aggira intorno ai 100 milioni di dollari, circa 92 milioni di euro. I numeri parlano chiaro. Warner Bros. e DC hanno investito 170 milioni di dollari nella produzione e altri 120 milioni, più o meno, in marketing e promozione. Un esordio così tiepido suona come un brutto segnale soprattutto pensando a cosa aspetta il film nelle prossime settimane. Dovrà infatti vedersela con titoli pesanti come Minions & Monsters, Vaiana, La Odissea e Spider-Man: Brand New Day. Concorrenza feroce, insomma.
Le previsioni dicono che Supergirl potrebbe fermarsi sui 100 milioni di dollari negli Stati Uniti e tra i 200 e i 210 milioni a livello globale. Se davvero finisse così, le perdite oscillerebbero tra i 100 e i 120 milioni di dollari, ovvero qualcosa come 92 e 110 milioni di euro. C’è però chi ridimensiona un po’ il disastro, parlando di una cifra più vicina agli 80 o 85 milioni di dollari, all’incirca tra i 74 e i 78 milioni di euro, ammesso che le vendite mondiali tocchino almeno quota 200 milioni.
A salvare parzialmente i conti ci pensa un dettaglio non da poco. Né il cast né la squadra creativa hanno accordi di partecipazione agli incassi. In altri film le star incassano una percentuale ancora prima che lo studio rientri delle spese, ma qui non succede. Milly Alcock ha ricevuto EUR 350.693, circa 370.000 euro, per vestire i panni dell’eroina, con un piccolo bonus legato al botteghino solo nel caso il film fosse andato bene. Cosa che, almeno per ora, non sta accadendo.
Dopo Supergirl tocca a Clayface
Il flop di Supergirl non arriva del tutto a sorpresa. Già il 2025 aveva mandato segnali, visto che soltanto Superman era riuscito a infilarsi nella classifica dei dieci film più visti, e per giunta in decima posizione. Per la prima volta dopo oltre dieci anni, Marvel era rimasta indietro rispetto a DC. Un dato curioso, che però non basta a rasserenare gli animi a Burbank. Il prossimo appuntamento dell’Universo DC è Clayface, in arrivo nelle sale il 23 ottobre. Una storia che strizza l’occhio all’horror, costruita attorno a un personaggio poco conosciuto dal grande pubblico. Alla regia c’è James Watkins, mentre Tom Rhys Harries presta il volto al protagonista.