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Stella più veloce della galassia: corre all’8% della luce

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La stella più veloce della galassia appena individuata dagli astronomi corre a una velocità che mette in difficoltà l’immaginazione, circa l’8 per cento della velocità della luce, e la sua scoperta promette qualcosa di più di un semplice record da annotare nei cataloghi. Nel giro di pochi anni, grazie proprio a questo oggetto, sarà possibile misurare una proprietà cruciale del buco nero supermassiccio che occupa il centro della Via Lattea.

Per dare un ordine di grandezza: la luce viaggia a poco meno di 300.000 chilometri al secondo, quindi si parla di una stella che si sposta a circa 24.000 chilometri al secondo. Numeri che nella vita quotidiana non hanno alcun paragone possibile, e che anche in astronomia restano eccezionali. Le stelle della nostra galassia si muovono normalmente a velocità di qualche centinaio di chilometri al secondo, il che rende questo oggetto un caso davvero fuori scala.

Perché una stella arriva a correre così

Non è un capriccio della natura, ma il risultato diretto di dove si trova. Nelle regioni più interne della Via Lattea la gravità detta legge in modo brutale, e più un corpo si avvicina al centro galattico più deve muoversi in fretta per non precipitare. È la stessa logica che vale per i pianeti attorno al Sole, solo portata all’estremo: qui la massa che comanda l’orbita è quella di un buco nero supermassiccio, un oggetto con una concentrazione di materia che non ha equivalenti nel resto della galassia.

Le stelle che sfrecciano in quella zona vengono studiate da decenni proprio perché funzionano come sonde naturali. Non si può guardare direttamente dentro un buco nero, ma si può osservare con estrema precisione come si comporta tutto ciò che gli gira intorno. Ogni orbita tracciata, ogni piccola deviazione rispetto alle previsioni, racconta qualcosa sulla natura dell’oggetto centrale. E una stella che si avvicina tanto da toccare l’8 per cento della velocità della luce è, da questo punto di vista, uno strumento di misura eccezionale.

La misura che arriverà nei prossimi anni

Il punto interessante non è tanto il primato di velocità quanto quello che rende possibile. Gli astronomi contano di determinare, entro pochi anni, una caratteristica fondamentale del buco nero al centro della Via Lattea, una di quelle grandezze che finora sono rimaste in larga parte fuori portata. Serve pazienza, perché queste misure richiedono di seguire l’orbita per un tempo sufficiente a raccogliere dati puliti, ma la finestra temporale indicata è insolitamente breve per gli standard dell’astronomia, dove certe verifiche richiedono generazioni.

Il fatto che una stella si muova a velocità così elevate significa anche che gli effetti previsti dalla relatività diventano visibili, non più dettagli trascurabili nascosti dietro il rumore delle osservazioni. In quelle condizioni lo spazio e il tempo si comportano in modo diverso da quello a cui l’esperienza comune abitua, e ogni passaggio ravvicinato al buco nero diventa un test naturale delle leggi della fisica.

La regione centrale della galassia rimane uno degli ambienti più difficili da osservare, tra polveri, affollamento di sorgenti e distanze enormi. Eppure è proprio lì che si concentrano le risposte più attese sulla natura dei buchi neri, e una stella velocissima che ci passa accanto a intervalli regolari offre un’occasione che non capita spesso. La misura che ne uscirà riguarderà una proprietà chiave dell’oggetto che sta al cuore della Via Lattea, e arriverà nell’arco di pochi anni.

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