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Steam su Linux passa ai 64 bit in Beta, ma i 32 bit restano

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Il client ufficiale di Steam sta finalmente compiendo il salto verso i 64 bit anche su Linux, allineandosi a quanto accade già da parecchio tempo sugli altri principali sistemi operativi desktop. Per il gaming sulla piattaforma open source si tratta di un passo avanti importante, almeno sulla carta. Va detto però che chi usa il programma ogni giorno difficilmente noterà differenze evidenti. Le cose andarono diversamente ai tempi del passaggio dai 16 ai 32 bit, quando il salto si percepiva eccome. Stavolta il cambiamento lavora più sotto la superficie, lontano dagli occhi dell’utente.

Questo non significa che sia un’operazione di facciata. L’architettura a 64 bit porta con sé una gestione della memoria più efficiente e una sicurezza maggiore. Con un po’ di fortuna dovrebbe arrivare anche una migliore affidabilità generale del software. Sono vantaggi che magari non saltano all’occhio aprendo la libreria dei giochi, ma che contano parecchio nel funzionamento quotidiano di un programma così diffuso.

Un passaggio graduale, con i 32 bit ancora presenti

C’è un dettaglio che spesso sfugge. Fino a oggi Steam su Linux non era del tutto a 32 bit. Il componente principale lo era senz’altro, ma alcuni elementi avevano già cambiato pelle da un pezzo. È il caso di steamwebhelper, migrato ai 64 bit diverso tempo fa. Il quadro, insomma, era già misto prima di questa novità.

Allo stesso modo il vecchio formato non sparirà dall’oggi al domani. Valve continuerà a richiedere la presenza delle librerie a 32 bit e dei relativi driver grafici, così da mantenere la compatibilità con il software esistente. Del resto diversi titoli e componenti, soprattutto quelli con qualche anno sulle spalle, sono stati compilati a 32 bit a prescindere dall’architettura del client. Eliminare di colpo questo supporto vorrebbe dire tagliare fuori una bella fetta di catalogo.

Proprio per questa ragione le distribuzioni Linux che supportano esclusivamente applicazioni a 64 bit non risultano ancora compatibili in via ufficiale con Steam. Chi utilizza sistemi di questo tipo dovrà quindi pazientare ancora, visto che la piattaforma di Valve ha bisogno delle componenti più datate per far girare tutto come si deve.

Per ora solo in Beta, ma con una novità tecnica di peso

Al momento queste modifiche riguardano soltanto la versione Beta del software. Seguirà un periodo di test di cui non si conosce la durata e solo dopo arriverà la distribuzione sul canale stabile, quello usato dalla maggior parte degli utenti. Nessuna tempistica precisa, quindi, ma il percorso è tracciato.

La nuova build porta con sé anche altro. Una delle novità è prettamente tecnica eppure altrettanto rilevante, se non di più, rispetto al passaggio ai 64 bit. Il client adesso viene eseguito all’interno del proprio contenitore Steam Runtime. Si tratta di una tecnologia già impiegata da tempo per i giochi, che ora viene estesa all’applicazione stessa.

L’obiettivo è ottenere un comportamento più uniforme tra le varie distro, che su Linux sono numerose e spesso molto diverse tra loro. Questa frammentazione è da sempre una delle principali fonti di grattacapi per sviluppatori e utenti, e il contenitore dovrebbe ridurre in modo concreto i problemi di incompatibilità. Sul fronte dei videogiochi non cambia nulla per chi li realizza. I titoli potranno continuare a essere compilati sia a 32 sia a 64 bit, senza dipendere direttamente dall’architettura del client di Steam.

Fonte: TecnoAndroid

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