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l decreto bollette sull’energia ha introdotto nuove regole sul telemarketing che, almeno nelle intenzioni, dovrebbero ridurre il numero di chiamate commerciali ricevute ogni giorno dagli italiani. Il punto è che questa stretta porta con sé un effetto collaterale piuttosto curioso. Meno telefonate, certo, ma anche meno concorrenza. A segnalare il problema è stata l’Antitrust, che ha parlato apertamente di un paradosso nato proprio dalle nuove norme.
Il paradosso tra fornitori di energia e operatori telefonici
La questione si può riassumere con una domanda molto semplice, quella che pone la stessa Autorità. Per quale motivo un fornitore di energia può chiamare i propri clienti per proporre offerte di telefonia, mentre una telco non può fare il contrario? Detto in altri termini, chi vende luce e gas ha la possibilità di contattare la propria clientela e presentare un’offerta telefonica. Un operatore di telecomunicazioni invece non ha la stessa libertà quando si tratta di proporre ai suoi abbonati un contratto per l’energia.
È proprio questa asimmetria ad aver attirato l’attenzione dell’Antitrust. Le regole pensate per mettere un freno alle chiamate moleste nel settore energetico finiscono per creare una disparità tra due tipi di aziende che, ormai da tempo, si muovono sempre più spesso sugli stessi mercati. Da una parte ci sono società che possono usare il canale telefonico verso i propri clienti per allargare il raggio d’azione. Dall’altra ci sono imprese che si vedono chiudere la stessa porta nella direzione opposta.
Meno chiamate ma un mercato meno aperto
Il cuore del problema sta tutto qui. L’obiettivo di proteggere i consumatori da un telemarketing spesso invadente è condiviso da molti, e nessuno sembra mettere in discussione l’idea di ridurre le telefonate non richieste. Il rovescio della medaglia però riguarda la concorrenza, cioè la possibilità per aziende diverse di sfidarsi ad armi pari e offrire alternative ai clienti. Se solo una delle due categorie può sfruttare un certo canale commerciale, l’equilibrio si sposta inevitabilmente da una parte.
Per chi sottoscrive un contratto, questo significa che le proposte in arrivo non provengono più da tutti gli attori del mercato nello stesso modo. I fornitori di energia mantengono uno strumento in più per affacciarsi nel mondo della telefonia, mentre gli operatori telefonici si trovano frenati nel tentativo di fare lo stesso con luce e gas. Una situazione che l’Antitrust considera appunto paradossale, perché una norma nata per tutelare i cittadini rischia di limitare la varietà di offerte a loro disposizione.
La segnalazione dell’Autorità punta quindi il dito su questa disparità di trattamento contenuta nel decreto bollette, una misura che da un lato promette meno squilli indesiderati e dall’altro lascia aperto un canale commerciale soltanto in una direzione. Il risultato è un sistema in cui le telco non possono chiamare i propri clienti per proporre offerte sull’energia, mentre le aziende energetiche restano libere di contattare i loro per vendere servizi telefonici.
Fonte: TecnoAndroid


