La Stazione Spaziale Internazionale ha i giorni contati, almeno per come la conosciamo oggi. Il piano della NASA è chiaro da tempo, nel 2030 il grande laboratorio orbitante verrà fatto rientrare nell’atmosfera terrestre per concludere la sua lunga carriera. E proprio attorno a questa decisione è nato un dibattito curioso, perché su Reddit qualcuno ha tirato fuori un’idea alternativa che a prima vista sembra geniale, ma che geniale non è affatto.
La domanda gira più o meno così, perché non spedire la ISS direttamente nel Sole invece di farla precipitare verso casa nostra? Sembra logico, la nostra stella è una fornace gigantesca capace di inghiottire qualsiasi cosa senza lasciare traccia. Eppure dietro questa proposta apparentemente semplice si nasconde un problema enorme di fisica orbitale, e capirlo aiuta a rendersi conto di quanto sia complicato muoversi nello spazio.
NASA: perché buttare qualcosa nel Sole è più difficile di quanto sembri
Il punto è controintuitivo, eppure è fondamentale. La Terra, e tutto ciò che le orbita attorno compresa la stazione spaziale, viaggia intorno al Sole a una velocità altissima, parliamo di circa 30 chilometri al secondo. Questo significa che la ISS non si trova ferma in attesa di cadere, ma si muove di lato a una rapidità impressionante.
Per far cadere un oggetto dritto nella nostra stella non basta puntarlo e spingerlo, bisognerebbe prima cancellare tutta quella velocità laterale. In altre parole servirebbe una quantità di carburante spropositata, molto più di quella che si userebbe per spedire la stessa stazione verso i confini esterni del Sistema Solare. Sembra un paradosso, ma fuggire dal Sole è più facile che caderci dentro.
La soluzione scelta dalla NASA per il 2030
Visto che la strada solare è di fatto impraticabile, l’agenzia spaziale americana ha optato per un rientro controllato. La stazione verrà guidata verso un’area precisa dell’oceano, lontana da qualunque rotta abitata, dove i frammenti che sopravvivono al passaggio attraverso l’atmosfera potranno inabissarsi senza creare pericoli.
Questa zona ha persino un soprannome che la rende quasi leggendaria tra gli appassionati di spazio, viene chiamata il Point Nemo, il punto più distante da qualsiasi terra emersa sul nostro pianeta. È lì che riposano già diversi veicoli spaziali in pensione. Una specie di cimitero marino dove la Stazione Spaziale Internazionale andrà a raggiungere i suoi predecessori.
La differenza di energia richiesta tra le due opzioni è enorme, e proprio questo spiega perché l’idea del tuffo solare resti confinata alle chiacchiere online. Spingere un oggetto pesante come la ISS fino a fermare la sua corsa orbitale attorno al Sole richiederebbe risorse che semplicemente non esistono per una missione del genere, mentre il rientro pilotato sfrutta la gravità terrestre e l’attrito atmosferico per fare gran parte del lavoro a costo praticamente nullo.