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Starlink in Ucraina, SpaceX limita la velocità e blocca i droni

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SpaceX ha deciso di limitare alcune funzioni di Starlink in Ucraina e le conseguenze si sono fatte sentire quasi subito sul fronte. Senza alcun avviso, l’azienda guidata da Elon Musk ha imposto un tetto alla velocità massima dei terminali in movimento. Nei fatti questa scelta ha messo fuori gioco i droni impiegati per intercettare quelli russi, con diverse operazioni militari rimaste a metà. E c’è già chi intravede dietro questa decisione la mano di Donald Trump.

Per capire la portata della questione bisogna guardare a quanto la rete satellitare sia diventata centrale nel conflitto. Non si parla soltanto di connessione domestica o di qualche messaggio inviato da una zona isolata, ma di uno strumento che oggi pesa in modo concreto sulle operazioni militari e sulla capacità di reazione delle truppe ucraine.

Cosa succede ai droni quando superano i 110 km/h

Il servizio satellitare di SpaceX viene usato dai civili per navigare su Internet, ma anche dai soldati impegnati sul campo di battaglia. Oltre a garantire le comunicazioni, la costellazione serve a guidare i droni verso obiettivi situati nei territori ucraini occupati e a intercettare i velivoli senza pilota lanciati da Mosca. Ovviamente non si tratta della versione pensata per il grande pubblico. In questo caso entra in gioco Starshield, la variante progettata appositamente per impieghi militari, attività di intelligence e sicurezza nazionale.

A raccontare cosa sta accadendo è Serhiy Beskrestnov, consulente per le tecnologie di difesa, secondo cui SpaceX ha ridotto le prestazioni proprio per i terminali in movimento. Il meccanismo è piuttosto semplice e allo stesso tempo devastante per chi lo subisce. Quando un drone raggiunge una velocità compresa tra 110 e 120 km/h il collegamento si interrompe per un intervallo che va da 10 a 20 secondi. Un tempo che può sembrare breve ma che in volo basta a rendere impossibile il controllo a distanza del mezzo. I militari non sono stati avvisati in anticipo del cambiamento e diverse missioni sono state annullate.

Il sospetto di una regia politica a Washington

Finora né SpaceX né Elon Musk hanno rilasciato dichiarazioni ufficiali sulla vicenda. Beskrestnov però non crede affatto a una coincidenza e collega la stretta all’attuale situazione politica. Il presidente degli Stati Uniti aveva infatti chiesto al governo ucraino di evitare attacchi contro le raffinerie di petrolio in territorio russo. Va precisato che Starlink non è attivo in Russia, per cui in quelle operazioni i militari si affidano a un altro sistema di comunicazione. Secondo Trump i raid di Kiev contro gli impianti russi avrebbero provocato un aumento dei prezzi del diesel, una lettura che lascia completamente da parte la guerra in Iran.

A rendere il quadro ancora più teso ci ha pensato lo stesso Musk, che su X ha commentato un video con una frase piuttosto eloquente: “Zelensky si è spinto troppo oltre”. Un messaggio breve, senza ulteriori spiegazioni, che ha alimentato i dubbi di chi già sospettava un intervento dall’alto.

Tra questi c’è Serhii Sternenko, attivista ed ex consulente del Ministero della Difesa ucraino, convinto che SpaceX abbia introdotto le restrizioni sul servizio su ordine di Trump.

Fonte: TecnoAndroid

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