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Il conto per Apple rischia di diventare ancora più salato. Dopo il verdetto da circa 4,9 miliardi di euro emesso a settembre da una giuria federale, Taction Technology ha chiesto a un giudice di riconoscere ulteriori risarcimenti, gli interessi e una serie di pagamenti sulle future vendite di iPhone e Apple Watch. Se accolta, la richiesta allargherebbe in modo sensibile il peso economico di una causa già molto pesante per l’azienda di Cupertino.
Al centro della disputa c’è il Taptic Engine, il componente che negli iPhone e negli Apple Watch genera quei piccoli tocchi e quelle vibrazioni che molti utenti ormai danno per scontati. Secondo la giuria questo meccanismo viola due brevetti di Taction dedicati al feedback aptico, cioè proprio la tecnologia che produce le sensazioni tattili nei dispositivi. Apple contesta la decisione e punta a farla annullare oppure a ottenere un nuovo processo.
Sei mesi di vendite fuori dal calcolo e interessi al 7%
Il ragionamento di Taction Technology parte da una questione di calendario. La somma stabilita dalla giuria copre le vendite che vanno dal 2021 fino alla fine di marzo 2026. In pratica il conteggio si è fermato lì mentre i dispositivi hanno continuato a essere venduti, e restano così scoperti circa sei mesi di commercializzazione che non erano entrati nel calcolo iniziale. Per quel periodo l’azienda chiede ora di essere compensata.
Poi c’è il capitolo degli interessi. Facendo leva sulla legge della California, Taction vuole che sui danni venga applicato un tasso annuo del 7%, una voce che da sola potrebbe gonfiare l’importo di centinaia di milioni. A questo si aggiunge una seconda richiesta separata. Gli interessi dovrebbero continuare a maturare anche dopo la sentenza definitiva del tribunale e fino al giorno in cui Apple avrà effettivamente saldato il debito.
Royalties fino al 2035 e il precedente con Samsung
La partita però non riguarda soltanto il passato. Taction chiede che Apple versi royalties su tutti i dispositivi che sfruttano la tecnologia contestata fino alla scadenza dei brevetti, fissata al 24 settembre 2035. Si tratterebbe quindi di un flusso di pagamenti destinato a proseguire per quasi un decennio. Secondo lo schema proposto, Cupertino dovrebbe comunicare ogni trimestre le vendite realizzate negli Stati Uniti e versare quanto dovuto entro 30 giorni dalla chiusura di ciascun trimestre.
C’è poi un punto destinato a far discutere. Taction sostiene che anche i modelli più recenti come iPhone 18 Pro e Apple Watch Series 12 debbano rientrare nel perimetro della causa, dato che la tecnologia in questione non sarebbe cambiata abbastanza da sottrarsi alle rivendicazioni dei brevetti. Per rafforzare la propria tesi l’azienda richiama la vecchia battaglia legale tra Apple e Samsung. In quell’occasione fu proprio la società di Cupertino a sostenere che i compensi dovessero estendersi anche ai prodotti più nuovi basati in sostanza sulla stessa tecnologia contraffatta. Lo stesso argomento ora le viene rivolto contro.
Dal canto suo Apple non arretra. L’azienda ribadisce che il suo Taptic Engine è profondamente diverso dalla soluzione sviluppata da Taction e contesta anche l’entità della condanna, sostenendo che le prove presentate in aula non giustificassero il calcolo da circa 4,9 miliardi di euro. Cupertino ha già fatto sapere che presenterà appello.
Fonte: TecnoAndroid


