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Starlink, gli USA minacciano ritorsioni all’UE sulla banda 2 GHz

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Sulle frequenze satellitari si sta consumando un nuovo braccio di ferro tra Stati Uniti e Unione europea. Washington minaccia infatti ritorsioni commerciali contro Bruxelles per il nuovo sistema di licenze satellitari previsto nella banda a 2 GHz, una decisione che ha acceso immediatamente il confronto tra le due sponde dell’Atlantico. Sullo sfondo compaiono due nomi molto noti, SpaceX e la sua rete Starlink, ma la vicenda non si esaurisce in una disputa tra governi e grandi aziende.

La questione, a guardarla bene, tocca un punto molto più delicato. Riguarda chi potrà garantire la continuità delle comunicazioni europee quando le cose si mettono male, cioè nei momenti di crisi. Ed è proprio questo il motivo per cui una faccenda che sembra tecnica, quasi da addetti ai lavori, è diventata un caso politico e commerciale di primo piano.

Perché la banda a 2 GHz è diventata un caso

Il cuore dello scontro è il nuovo sistema di licenze con cui l’Europa intende regolare l’accesso alla banda a 2 GHz. Chi stabilisce le regole per assegnare queste frequenze decide di fatto anche chi potrà operare e a quali condizioni. Per questo ogni modifica pesa parecchio sugli equilibri del settore satellitare.

La reazione americana è stata dura. Gli Stati Uniti non si sono limitati a esprimere perplessità ma hanno messo sul tavolo la possibilità di misure di ritorsione commerciale nei confronti dell’Unione. Un passaggio che sposta il confronto dal piano della regolamentazione tecnica a quello dei rapporti economici tra due partner storici, con tutte le conseguenze che una mossa simile può comportare.

Non è un dettaglio da poco. Quando una disputa sulle frequenze finisce per intrecciarsi con la minaccia di ritorsioni, significa che la posta in gioco viene considerata strategica da entrambe le parti. E il nuovo regime europeo, almeno per ora, è percepito da Washington come un ostacolo.

Dentro questa contesa c’è inevitabilmente SpaceX, la società che gestisce la costellazione Starlink. Il confronto tra le due sponde dell’Atlantico la coinvolge direttamente e questo contribuisce a spiegare perché il tema abbia assunto un rilievo così ampio. Le regole sulle licenze satellitari non sono neutre per chi opera nel settore e ogni scelta europea finisce per avere effetti concreti su attori come Starlink.

Ma ridurre tutto a una questione aziendale sarebbe un errore. Il punto più profondo riguarda la sovranità delle comunicazioni del continente. Decidere come assegnare le frequenze nella banda a 2 GHz significa anche ragionare su chi sarà in grado di tenere accese le linee nei momenti più difficili, quando la tenuta dei collegamenti diventa una priorità assoluta.

Ecco perché lo scontro tra Stati Uniti e Unione europea sulle frequenze satellitari non va letto soltanto come una schermaglia commerciale. La minaccia di ritorsioni arrivata da Washington si innesta su un tema che per l’Europa è anche di sicurezza e autonomia. Il confronto, che chiama in causa direttamente SpaceX e Starlink, apre così la questione di chi garantirà la continuità delle comunicazioni europee nei momenti di crisi.

Fonte: TecnoAndroid

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