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La maggior parte dei satelliti delle megacostellazioni brilla molto più di quanto le linee guida abbiano chiesto, e il risultato ricade su chiunque alzi gli occhi verso l’alto dopo il tramonto. Il cielo notturno, patrimonio condiviso per definizione, si ritrova punteggiato da oggetti artificiali che riflettono troppa luce. Tra i responsabili principali spiccano due nomi precisi: Starlink, la rete di Elon Musk, e la cinese Guowang.
Il punto è piuttosto semplice da spiegare anche a chi non mastica astronomia. Esistono indicazioni su quanto dovrebbe essere luminoso, al massimo, un satellite in orbita. Non si tratta di un capriccio da specialisti, perché quei limiti nascono proprio per evitare che le flotte orbitanti finiscano per disturbare la vista delle stelle. Eppure buona parte degli apparecchi lanciati negli ultimi anni supera ampiamente quelle soglie, e lo fa in modo tutt’altro che marginale.
Starlink e Guowang in cima alla lista
Quando si parla di megacostellazioni si intendono reti formate da un numero enorme di satelliti, pensate per coprire il pianeta con servizi di connessione. Più aumentano gli oggetti in orbita, più diventa rilevante il modo in cui ciascuno riflette la luce del Sole. Un singolo puntino brillante passa quasi inosservato, mentre migliaia di puntini cambiano davvero l’aspetto del firmamento.
In questo quadro, Starlink e Guowang vengono indicati come i casi peggiori. La rete voluta da Elon Musk è la più nota al grande pubblico, anche perché i suoi trenini luminosi sono finiti spesso nelle foto di appassionati e curiosi. Il progetto cinese, invece, è meno familiare in Europa ma rientra a pieno titolo nella stessa categoria, con apparecchi che risultano altrettanto troppo visibili rispetto ai valori raccomandati.
Il nodo non riguarda una singola azienda o un singolo Paese. La tendenza descritta coinvolge la gran parte dei satelliti appartenenti a questi grandi sistemi, segno che le linee guida sulla luminosità vengono rispettate solo in pochi casi. Le due costellazioni citate sono semplicemente quelle che si allontanano di più dal limite richiesto.
Un problema che riguarda tutti
Si potrebbe pensare che la questione interessi soltanto chi passa le notti dietro a un telescopio. In realtà il danno è più ampio, perché il cielo notturno appartiene a tutti e non solo a chi lo studia per mestiere. Gli osservatori professionali subiscono l’impatto più diretto, con immagini attraversate da strisce luminose, ma anche chi si gode le stelle da un prato di campagna si ritrova davanti a uno scenario sempre più affollato.
La parola usata per descrivere la situazione è piuttosto netta: questi satelliti stanno rovinando il cielo notturno per tutti. Non c’è distinzione tra astronomi e semplici osservatori, né tra un continente e l’altro, perché le orbite non conoscono confini e i passaggi luminosi si vedono ovunque. Il fatto che la maggior parte degli apparecchi superi le soglie indicate rende il fenomeno strutturale e non legato a qualche eccezione isolata.
Le indicazioni sulla luminosità massima esistono proprio per tenere sotto controllo questo genere di effetti. Il problema emerso è che, nella pratica, la gran parte dei satelliti delle megacostellazioni risulta molto più brillante di quanto richiesto, con Starlink di Elon Musk e la cinese Guowang indicate come le reti che superano i limiti in misura maggiore.
Fonte: TecnoAndroid


