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Tre galassie mai osservate prima sono state individuate da uno studente che, al momento della scoperta, frequentava ancora le scuole superiori. La notizia avrebbe già di per sé un certo peso, ma c’è un dettaglio che la rende ancora più interessante. Questi oggetti appartengono infatti a una categoria nuova, quella delle galassie backsplash, un nome che per molti suonerà del tutto inedito e che proprio per questo merita qualche riga di attenzione.
Nella stessa vicenda convivono due elementi che di solito viaggiano separati. Da una parte c’è l’età di chi ha firmato la scoperta, ben lontana da quella di un ricercatore con anni di carriera alle spalle. Dall’altra c’è la natura degli oggetti trovati, che non rientrano nelle tipologie già note ma inaugurano una famiglia a sé stante.
Galassie backsplash: un nuovo tipo di oggetto nel catalogo del cosmo
Il punto centrale è proprio questo. Le tre galassie backsplash non sono soltanto corpi celesti finora sfuggiti agli strumenti, sono qualcosa di diverso da ciò che si conosceva. In astronomia capita spesso di aggiungere nuovi nomi a elenchi già lunghi, ma è molto più raro trovarsi davanti a una tipologia che ancora non aveva un posto preciso nella classificazione.
Il termine inglese scelto per descriverle richiama l’idea di uno schizzo o di un rimbalzo, un’immagine piuttosto concreta per indicare oggetti così lontani. Al di là della suggestione del nome, quello che conta è che queste formazioni rappresentano una nuova classe di oggetti e che il loro numero, almeno per ora, si ferma a tre esemplari.
Proprio il fatto che si tratti di galassie mai viste prima rende la scoperta significativa. Non parliamo di una conferma di qualcosa che si sospettava già, né di una misura più precisa su un oggetto noto. Siamo davanti a un ingresso del tutto nuovo nella mappa dell’universo osservabile, con caratteristiche abbastanza particolari da giustificare una definizione apposita.
Il ruolo di uno studente delle superiori
L’altro aspetto che colpisce riguarda chi ha condotto il lavoro. Lo studente delle superiori ha individuato le tre galassie quando ancora sedeva tra i banchi di scuola, un periodo della vita in cui la maggior parte dei coetanei è alle prese con compiti, interrogazioni e verifiche. Che una scoperta di questo tipo arrivi da una persona così giovane non è cosa di tutti i giorni.
Il dato rafforza un’idea che nel mondo della ricerca scientifica circola da tempo, ovvero che le scoperte non sono un’esclusiva di chi lavora in grandi istituti o possiede titoli accademici di alto livello. In questo caso un ragazzo ancora in età scolare è riuscito a mettere a fuoco qualcosa che nessuno aveva notato prima, contribuendo ad allargare le conoscenze sull’universo con un risultato concreto.
La combinazione tra la giovane età del protagonista e la novità dell’oggetto scoperto spiega perché la vicenda abbia attirato attenzione. Non si tratta di un piccolo ritrovamento marginale ma dell’individuazione di tre corpi celesti inediti, tutti riconducibili a una categoria che prima non esisteva come tale.
Le tre galassie individuate dallo studente sono quindi le prime a essere descritte come galassie backsplash, un nuovo tipo di oggetto che entra così a far parte di ciò che si conosce del cosmo.
Fonte: TecnoAndroid


