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Una società israeliana di tecnologia pubblicitaria, Discover Tech, sarebbe legata a una presunta operazione di sorveglianza degli utenti Starlink. Sei persone informate sui fatti sostengono che l’azienda abbia fatto le offerte più alte per gli spazi pubblicitari collegati al traffico Starlink in oltre 100 paesi, compresi alcuni dove il servizio satellitare è vietato. Secondo i ricercatori, una strategia di acquisto così aggressiva avrebbe avuto lo scopo di scoprire dove si trovano gli abbonati o di permettere un monitoraggio più approfondito. Va però precisato che i dati raccolti finora non dimostrano che qualcuno sia stato effettivamente pedinato.
Le informazioni arrivano da TrendAI, la divisione di ricerca di Trend Micro. Nel suo rapporto del 15 ottobre l’attività veniva chiamata Shadow Earth 79 senza indicare alcuna azienda, ma secondo quanto emerso quel nome in codice corrisponderebbe proprio a Discover Tech. TrendAI spiega che il proprio metodo di attribuzione serve a evitare etichette sensazionalistiche capaci di confondere i team di sicurezza. Nel rapporto si legge che questo approccio “riduce il rischio di attribuzioni errate, di etichette guidate dal clamore e di nomi instabili degli attori, che possono ingannare chi si difende, distorcere la priorità dei rischi e innescare risposte inadeguate”.
Starlink: come le aste pubblicitarie diventano uno strumento di tracciamento
Il meccanismo sfrutta il modo in cui vengono venduti gli annunci online. Gli inserzionisti si contendono gli spazi su siti e app attraverso aste in tempo reale, e ogni richiesta di offerta può contenere dettagli sulla persona che sta dall’altra parte dello schermo. Raccolte nel tempo e incrociate con altre informazioni, queste tracce digitali permettono di identificare qualcuno, seguirne gli spostamenti sul web o scegliere i bersagli a cui destinare uno spyware.
A destare sospetti è soprattutto la geografia. Shadow Earth 79 risultava il primo acquirente di pubblicità in Siria, Libia, Yemen e Sud Sudan, e il secondo in Afghanistan. Allo stesso tempo si accaparrava quote di offerte insolitamente ampie in Ungheria, Israele, Egitto, Azerbaigian e Venezuela. Per TrendAI questo schema indica “un’infrastruttura di individuazione e tracciamento più che un’operazione pubblicitaria commerciale”. Un’ipotesi plausibile, visto quanto è scarsa la domanda pubblicitaria occidentale legittima in mercati colpiti da sanzioni o devastati dalla guerra.
Discover Tech, peraltro, era già finita sotto la lente. Lo stesso giorno del rapporto di TrendAI, Citizen Lab e la società di sicurezza pubblicitaria Confiant hanno fatto il suo nome in modo indipendente, accusandola di aver usato le aste per raccogliere dati sugli utenti di reti sensibili, tra cui quelle di testate giornalistiche, governi e aziende tecnologiche. Citizen Lab ha scritto che “le pubblicità malevole sono state acquistate da Discover Tech, un’azienda israeliana che si presenta come una società pubblicitaria legittima ma che, da quanto abbiamo scoperto, agisce come facilitatore per diversi partner di spyware mercenario”. Google e Comcast hanno poi rimosso la società dalle loro piattaforme pubblicitarie, mentre una grande azienda tecnologica statunitense e un’organizzazione internazionale hanno avviato verifiche interne per capire se quegli annunci prendessero di mira i propri dipendenti.
Perché chi usa il servizio di SpaceX fa gola ai governi
Per Starlink la posta in gioco è evidente. La connessione satellitare funziona al di fuori delle reti di telecomunicazione tradizionali, il che la trasforma in un’ancora di salvezza dove i governi limitano l’accesso a internet. Proprio per questo, però, i suoi utenti diventano un bersaglio appetibile per quegli stessi governi. Ad aprile il blackout di internet su scala nazionale in Iran ha superato le 1.000 ore, con le autorità che avrebbero dato la caccia ai terminali Starlink e imposto pene severe a chi ne possedeva uno. All’inizio di questo mese SpaceX ha inoltre limitato il servizio per i droni militari ad alta velocità dell’Ucraina, una scelta che secondo i funzionari di Kiev complica logistica e operazioni.
Non è la prima volta che pubblicità ed elettronica di consumo vengono piegate a scopi di tracciamento. In passato è stata scoperta una backdoor in una diffusa libreria pubblicitaria per iOS, in grado di raccogliere la posizione dei dispositivi e catturare schermate. Lookout e Citizen Lab hanno invece individuato su un numero ridotto di dispositivi Chrysaor, uno spyware per Android collegato alla famiglia Pegasus. Più di recente un ricercatore ha affermato di aver trovato un’ampia raccolta di dati, inclusa telemetria legata agli annunci, nel sistema operativo Tizen di una smart TV Samsung, anche se quelle scoperte sono ancora in fase di verifica.
Al momento non è confermato che Discover Tech abbia davvero usato i dati legati a Starlink per individuare singoli abbonati, e né la società né SpaceX hanno rilasciato commenti.
Fonte: TecnoAndroid


