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Windows Server 2016, fine del supporto il 12 gennaio 2027

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Il conto alla rovescia per Windows Server 2016 è ufficialmente iniziato. Microsoft ha confermato che il sistema operativo arriverà alla fine del supporto esteso il 12 gennaio 2027, come comunicato in un nuovo avviso pubblicato nel centro messaggi di Windows release health. L’aggiornamento di sicurezza di gennaio 2027 sarà l’ultimo in assoluto per questa versione e l’indicazione dell’azienda di Redmond è piuttosto netta, cioè passare a Windows Server 2025 prima di quella data.

Lo stop coinvolge tutte le edizioni della piattaforma, quindi Datacenter, Essentials, MultiPoint Premium e Standard. I server che continueranno a lavorare con questo sistema dopo il 12 gennaio non smetteranno di avviarsi né di funzionare, però resteranno privi degli aggiornamenti di sicurezza mensili che proteggono dalle nuove minacce. “L’aggiornamento di sicurezza di Windows di gennaio 2027 sarà l’ultimo disponibile per questa versione”, si legge nella nota ufficiale di Microsoft.

Dieci anni di servizio e l’addio alle funzioni Essentials

Per capire il peso di questa scadenza basta guardare indietro. Windows Server 2016 era stato presentato durante la conferenza Ignite di Microsoft a settembre 2016 e aveva raggiunto la disponibilità generale il 12 ottobre dello stesso anno. Il supporto principale si è chiuso a gennaio 2022, il che significa che da quasi cinque anni il sistema riceve soltanto correzioni legate alla sicurezza. Con il taglio del 12 gennaio si chiude anche la fase estesa, a circa dieci anni dal debutto.

Il pensionamento però non riguarda solo le patch. Nello stesso giorno Microsoft interromperà il supporto per tutte le funzionalità Essentials di Windows Server 2016, compreso Remote Web Access e gli strumenti collegati. Le piccole imprese che sfruttano Remote Web Access per raggiungere da remoto file o desktop tramite un server Essentials dovranno quindi trovare un’alternativa prima della scadenza.

Come destinazione dell’aggiornamento il colosso americano indica Windows Server 2025, cioè l’attuale versione del canale Long Term Servicing Channel, arrivata alla disponibilità generale a novembre 2024. Secondo la documentazione sul ciclo di vita dell’azienda, il supporto principale di Windows Server 2025 terminerà a novembre 2029, mentre quello esteso proseguirà fino al 14 novembre 2034. L’annuncio arriva peraltro dopo altre scadenze fissate da Microsoft nel corso di questo mese, tra cui la fine del supporto per Windows 11 24H2 nelle edizioni Home e Pro, con l’invito agli utenti a spostarsi su Windows 11 26H2.

Come prepararsi alla scadenza di gennaio

Mancano all’incirca undici settimane al rilascio dell’ultimo aggiornamento. La raccomandazione di Microsoft è di pianificare la migrazione fin da subito, senza aspettare l’ultimo Patch Tuesday. Il primo passo consiste nel fare un inventario completo di tutte le macchine fisiche e virtuali su cui gira ancora Windows Server 2016, senza dimenticare le installazioni Essentials e MultiPoint Premium. Subito dopo conviene individuare i server che utilizzano Remote Web Access o altre funzioni Essentials, visto che anche queste perderanno il supporto il 12 gennaio.

C’è poi la fase di verifica. I carichi di lavoro possono essere testati su Windows Server 2025 grazie alla versione di valutazione gratuita da 180 giorni disponibile nel Microsoft Evaluation Center. L’ultimo tassello riguarda la programmazione degli spostamenti, in modo che i server di produzione vengano migrati prima che l’aggiornamento di sicurezza di gennaio 2027 diventi definitivamente l’ultimo.

Per controllare con precisione le date di assistenza dei propri prodotti, le organizzazioni possono usare lo strumento di ricerca Lifecycle Policy e la pagina di domande frequenti Windows Lifecycle FAQ curata da Microsoft. Nell’avviso non si fa alcun riferimento a un programma a pagamento di Extended Security Updates per Windows Server 2016, perciò al momento la release di gennaio 2027 rappresenta l’ultimo aggiornamento di sicurezza che l’azienda si è impegnata a distribuire per questa versione.

Fonte: TecnoAndroid

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