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Neanderthal, in Navarra ossa della mano con DNA di 46.000 anni fa

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In una grotta della Navarra, nel nord della Spagna, sono venute alla luce ossa della mano di Neanderthal che conservano una quantità notevole di DNA antico. I resti risalgono a circa 46.000 anni fa e raccontano qualcosa di prezioso sugli ultimi capitoli della storia di questa specie umana estinta. Il luogo del ritrovamento, infatti, sarebbe stato con buona probabilità un importante corridoio migratorio durante gli ultimi millenni di vita dei Neanderthal.

Non capita spesso di trovare frammenti ossei così ricchi di materiale genetico. Il tempo, l’umidità e le condizioni del suolo tendono a cancellare quasi tutto, e per questo un reperto del genere diventa una piccola miniera per chi studia le origini umane. Qui si parla di ossa della mano, quindi di una parte del corpo minuta e fragile, che però ha custodito il proprio patrimonio genetico per decine di millenni.

Una grotta nel nord della Spagna e un DNA sorprendentemente conservato

Il dato che colpisce di più riguarda proprio la conservazione del DNA. Quando si lavora su resti così antichi, la sfida principale consiste nel recuperare abbastanza informazioni genetiche da poter dire qualcosa di sensato. Nel caso di questi reperti navarri la quantità di materiale presente viene descritta come abbondante, e questo rende il ritrovamento particolarmente interessante per la ricerca sui Neanderthal.

Le ossa appartengono a un periodo ben preciso, collocato intorno ai 46.000 anni fa. Si tratta di una finestra temporale delicata, perché coincide con la fase finale dell’esistenza di questi nostri lontani parenti. Avere a disposizione materiale genetico risalente proprio a quel momento significa poter guardare più da vicino una popolazione che di lì a poco sarebbe scomparsa. La grotta, situata nella regione della Navarra, diventa così un punto di osservazione privilegiato su un’epoca di cui sappiamo ancora relativamente poco.

C’è poi un aspetto quasi intimo in tutto questo. Una mano è lo strumento con cui si afferra, si costruisce, si lavora. Trovare le ossa della mano di un individuo vissuto decine di millenni fa, e poterne leggere il codice genetico, avvicina in modo concreto a chi abitava quei territori in un passato lontanissimo.

La Navarra come crocevia negli ultimi millenni dei Neanderthal

Oltre al valore dei singoli reperti, a contare è anche la posizione del sito. Gli studiosi ritengono che quest’area della Spagna settentrionale abbia funzionato come un corridoio migratorio di rilievo, una sorta di via di passaggio attraversata dai gruppi di Neanderthal negli ultimi millenni della loro presenza sulla Terra. In pratica non sarebbe stato un luogo isolato ma un punto di transito, frequentato da popolazioni in movimento.

Questa interpretazione dà alla scoperta un significato più ampio. Un sito di passaggio, per sua natura, può conservare tracce di gruppi diversi che si spostavano attraverso il territorio. Il fatto che proprio lì siano emerse ossa con un DNA così ben preservato aggiunge un tassello importante per capire come si muovevano i Neanderthal nel periodo che precede la loro estinzione.

La combinazione di questi elementi, cioè l’età dei resti, la ricchezza del materiale genetico e il ruolo strategico della zona, rende la grotta navarrese un luogo di grande interesse per la paleoantropologia. Le ossa della mano rinvenute nel nord della Spagna, con il loro DNA risalente a 46.000 anni fa, offrono uno sguardo diretto su una regione che con ogni probabilità fu attraversata dai Neanderthal durante gli ultimi millenni della loro esistenza.

Fonte: TecnoAndroid

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