Capire in che ordine guardare Star Wars è una di quelle questioni che divide i fan da decenni, e francamente non esiste una risposta universale. Però qualche indicazione utile si può dare, soprattutto ora che l’intera saga è disponibile su Disney+, spin-off e serie TV compresi. Che si tratti di una maratona per il 4 maggio o di un primo approccio alla galassia lontana lontana, vale la pena conoscere le tre principali scuole di pensiero prima di premere play.
La prima opzione è quella più intuitiva: guardare Star Wars in ordine cronologico. Si parte dalla trilogia prequel con Episodio I, La Minaccia Fantasma (1999), si prosegue con Episodio II: L’attacco dei Cloni (2002) e Episodio III: La Vendetta dei Sith (2005), poi si infilano i due spin-off Solo: A Star Wars Story (2018) e Rogue One: A Star Wars Story (2016), e infine si arriva alla trilogia classica e a quella nuova fino a Episodio IX: L’Ascesa di Skywalker (2019).
Il vantaggio? Si segue la storia così come George Lucas l’aveva immaginata. Lo svantaggio è che si inizia con i capitoli meno amati e bisogna aspettare cinque film prima di arrivare a Una nuova speranza. Per i più piccoli, però, le battaglie a colpi di laser dei primi episodi possono risultare subito coinvolgenti. C’è anche un problema di spoiler: guardando prima la trilogia prequel, il celebre colpo di scena di Episodio V perde gran parte del suo impatto. E poi va messo in conto un notevole sali e scendi nella qualità visiva, dato che fra il primo e l’ultimo film sono passati oltre quarant’anni.
Star Wars: l’ordine di produzione e il metodo Machete
La seconda scuola di pensiero propone di seguire l’ordine di produzione, ovvero quello in cui i film sono usciti al cinema. Si parte da Episodio IV: Una nuova speranza (1977), si prosegue con Episodio V e VI, poi si passa alla trilogia prequel e infine alla saga sequel, incastrando Rogue One e Solo nelle rispettive posizioni di uscita. Il bello è che si comincia dai film migliori, quelli della vecchia trilogia, e il famoso “Io sono tuo padre” resta intatto. Di contro, chi non ha mai visto nulla di Star Wars potrebbe trovare i vecchi capitoli un po’ lenti rispetto ai ritmi a cui siamo abituati oggi.
E poi c’è il cosiddetto ordine Machete, ideato dal programmatore Rod Hilton. Qui la cosa si fa interessante: Episodio I sparisce completamente dalla scaletta. Si parte con Episodio IV e V, poi si fa un salto indietro a Episodio II e III (usati come un lungo flashback), si torna a Episodio VI e si chiude con la trilogia sequel, lasciando spin-off e La Minaccia Fantasma da recuperare in coda. L’idea è creare una tensione narrativa enorme dopo la rivelazione di Darth Vader alla fine di Episodio V, usando i prequel come approfondimento prima del gran finale. Il difetto più evidente è la separazione tra Episodio V e VI, che nella saga sono strettamente legati, e qualche possibile confusione per chi è completamente a digiuno della storia.
L’ordine completo con serie TV e spin-off
Chi vuole l’esperienza totale può seguire l’ordine cronologico dell’intero Universo Star Wars, che include anche le serie televisive. Si parte da The Acolyte (giugno 2024), ambientata circa 100 anni prima di Episodio I, e si prosegue attraverso The Clone Wars, The Bad Batch, Rebels, Obi-Wan Kenobi, i due spin-off cinematografici, Andor, la trilogia classica, The Mandalorian, Ahsoka, The Book of Boba Fett e infine la trilogia sequel. Tutti questi contenuti sono disponibili su Disney+ a partire da 5,99 euro al mese.
L’ordine “giusto” in senso assoluto non esiste. Tutto dipende dalle inclinazioni personali, dal pubblico con cui si guarda e dal fatto che qualcuno abbia già visto o meno almeno un film della saga. Per chi preferisce il formato fisico, l’intera saga è disponibile anche in DVD, Blu-Ray e 4K Limited Edition.