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Stadler Cercanías: tre megatreni fermi dopo 10 giorni di servizio

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I megatreni di Madrid hanno avuto una carriera piuttosto breve prima del primo passaggio in officina: dieci giorni di servizio, poco più di una settimana e mezzo, e tre unità dei nuovi convogli entrati nella rete di Cercanías sono finite fuori dalla circolazione per problemi al software. I treni sono quelli forniti dall’azienda svizzera Stadler, quelli che dovevano alleggerire una rete di pendolari satura e piena di ritardi. Renfe, però, ridimensiona tutto e parla di normale rodaggio.

La sequenza è nota. Durante l’estate i convogli erano in fase di prove ad Aranjuez, con l’idea di iniziare a metterli in servizio sui binari madrileni a partire dal 31 agosto. L’entusiasmo è durato poco: tre unità sono state tolte dalla circolazione per anomalie del software che, secondo le ricostruzioni, mettevano a rischio la sicurezza dei viaggiatori. Un guasto avrebbe ridotto al 50% la capacità frenante su una delle unità in servizio, e sono state segnalate criticità nella comunicazione tra le carrozze, elemento decisivo per individuare le avarie. Con i treni fermi si stanno facendo verifiche anche sui sistemi di riconoscimento dei segnali e sulle informazioni mostrate ai passeggeri.

Cosa risponde Renfe sui nuovi treni Stadler

La compagnia ha diffuso una nota in cui sostiene che aggiustamenti di questo tipo sono del tutto ordinari e che i convogli già operativi restano in “una fase di rodaggio e messa a punto che permette di individuare opportunità di miglioramento e introdurre gli aggiustamenti necessari a ottimizzare prestazioni e affidabilità”. Tradotto: quando un treno di nuova fabbricazione arriva sui binari, capita. Renfe aggiunge di essere già al lavoro con Stadler per applicare le correzioni sulle unità fermate e per trasferire le modifiche anche ai mezzi che arriveranno in seguito.

Interpellata sulla vicenda, l’azienda insiste su un punto: non si tratta di un ritiro, ma di “aggiustamenti di routine che si fanno su qualsiasi treno di nuova immissione”. E conferma che quelle tre unità sono di nuovo in servizio sui binari madrileni.

Il nodo, più che tecnico, è di immagine. Le notizie su ritardi e avarie si sono accumulate negli ultimi anni, in particolare sull’alta velocità, mentre le reti di pendolari più affollate come quella madrilena o Rodalies in Catalogna collezionano disservizi ogni giorno. A pesare c’è anche la scelta di affidarsi a Talgo per i cosiddetti Talgo Avril, rivelatasi problematica: quei convogli hanno messo in fila problemi di software e difetti strutturali, comprese delle crepe. Con i nuovi treni svizzeri, Renfe si gioca la possibilità di dimostrare che il materiale rotabile è all’altezza.

Perché questi megatreni servono ai Cercanías

La scelta di Stadler nasce dall’esigenza di attaccare la saturazione delle linee madrilene. I Stadler T100 e T200 aumentano la capacità del 20% rispetto ai Civia oggi in uso: i primi trasportano circa 900 persone, i secondi arrivano a sfiorare i 1.900 passeggeri. C’è poi la flessibilità, che è uno degli argomenti più interessanti. I T100 possono aggiungere una quinta carrozza per aumentare il volume di viaggiatori, mentre i T200 possono ridurre il numero di vagoni fino a fermarsi a 160 metri di lunghezza quando non serve viaggiare a pieno carico.

Sul fronte comfort, questi convogli sono pensati per ospitare più biciclette e più passeggini, hanno un numero maggiore di prese elettriche, un sistema di videosorveglianza interno alle carrozze, più vetture senza scalini per salire e scendere e raggiungono una velocità massima di 140 km/h.

Quanto alle consegne, i piani di Renfe prevedono l’ingresso di 17 nuove unità sui binari di Madrid entro la fine dell’anno. Fanno parte di un pacchetto da 79 veicoli acquistati da Stadler per un valore di 1.306 milioni di euro.

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