Il prezzo degli SSD sta salendo in modo impressionante, e la situazione ricorda molto da vicino quello che sta succedendo nel mercato della RAM. La causa di fondo è sempre la stessa: la domanda enorme di memoria generata dal settore dell’intelligenza artificiale, che sta assorbendo capacità produttiva e facendo lievitare i costi di tutta la filiera dello storage. Chi ha acquistato un’unità a stato solido anche solo un anno e mezzo fa probabilmente oggi non riconoscerebbe più il listino prezzi.
Un esempio emblematico: il WD Black SN850X da 2TB, un SSD piuttosto popolare tra chi ha un PC da gaming, costava circa 160 euro nel 2024. Oggi lo stesso identico prodotto viene venduto a circa 600 euro. Praticamente il prezzo è quasi quadruplicato da novembre 2025 a oggi. E non si tratta di un caso isolato. Gli SSD consumer stanno subendo rincari generalizzati, con aumenti che toccano le principali marche e i modelli più diffusi sul mercato.
Rincari a catena su tutti i fronti
Basta guardare qualche altro dato concreto per capire la portata del fenomeno. La versione da 4TB del Samsung 990 Pro, uno degli SSD più apprezzati nel segmento consumer e prosumer, è passata da un prezzo di circa 300 euro a quasi 930 euro. Un salto che rende un upgrade dello storage un investimento molto più pesante rispetto a pochi mesi fa.
Anche il mondo degli SSD esterni non è stato risparmiato. I modelli SanDisk venduti presso l’Apple Store hanno subito un rincaro del 200% nel mese di marzo. E non finisce qui: Sony ha comunicato la sospensione degli ordini per le proprie schede SD e CFexpress, un segnale forte che indica quanto la pressione sulla catena di approvvigionamento sia diventata insostenibile anche per i grandi produttori.
La fame di memoria dell’AI dietro tutto questo
Quello che sta accadendo nel mercato degli SSD è collegato a doppio filo con la corsa globale all’intelligenza artificiale. I datacenter che alimentano i modelli AI richiedono quantità enormi di memoria, sia RAM che storage ad alta velocità. Questa domanda colossale sta spostando la produzione dei chip NAND e DRAM verso il settore enterprise, riducendo la disponibilità per il mercato consumer e facendo schizzare verso l’alto i prezzi per tutti.
Il risultato è che chi deve comprare un SSD oggi, che sia per aggiornare il proprio PC, per espandere lo spazio su una console o semplicemente per avere un disco esterno affidabile, si trova di fronte a cifre che fino a poco tempo fa sarebbero state considerate assurde. Il WD Black SN850X da 2TB a 600 euro costa più di quanto molti utenti abbiano speso per assemblare buona parte del proprio computer.
La carenza di componenti legata all’AI sta insomma ridisegnando le dinamiche di prezzo non solo della RAM, dove i rincari erano già evidenti, ma anche dell’intero ecosistema dello storage a stato solido. I segnali sono tutti nella stessa direzione: la sospensione degli ordini da parte di Sony, i rincari del 200% sugli SSD esterni SanDisk, il prezzo quasi quadruplicato del WD Black e il Samsung 990 Pro che ha superato la soglia dei 900 euro nella versione da 4TB.