Spider-Noir ha portato Nicolas Cage di nuovo dentro l’universo Marvel, e questa volta non come comparsa di lusso ma come vero protagonista. La serie, disponibile su Prime Video, racconta un Uomo Ragno diverso da quello a cui siamo abituati: niente battute leggere, niente Peter Parker, ma un detective privato con le mani sporche e poca voglia di andarci piano. Cage aveva già prestato la voce al personaggio nel film d’animazione Spider-Man: Un nuovo universo del 2018, e da allora covava il desiderio di tornarci. Detto fatto. Il risultato è una delle produzioni meglio accolte dell’anno, con un 91 per cento di gradimento su Rotten Tomatoes. Niente male, considerando quanto il pubblico sia ormai saturo di supereroi.
I fumetti originali, creati nel 2009 da David Hine e Fabrice Sapolsky, spostavano la storia di Parker in una realtà completamente diversa: la Grande depressione degli anni Trenta. Atmosfere da cinema noir, detective, gangster, ombre lunghe sui marciapiedi. E quello stile è arrivato dritto sul piccolo schermo, debuttando il 25 maggio. Al centro c’è Ben Reilly, interpretato da Cage, un investigatore stanco che anni prima ha abbandonato il costume dopo la morte della fidanzata, salvata che non è riuscito a salvare.
I villani che muovono le fila di Spider-Noir
Una delle cose che ha colpito di più chi ha seguito la serie è la quantità di cattivi messi in campo. Molti sono rivisitazioni in chiave anni Trenta dei nemici storici dell’Uomo Ragno, tutti collegati in qualche modo ai poteri di Reilly. Il villano principale è Silvermane, al secolo Finbar Byrne, affidato a Brendan Gleeson. Come nei fumetti è un anziano boss della malavita, ma qui il riferimento è alla mafia irlandese e non a quella italiana. Vuole tenere stretto il suo potere nel sottobosco criminale di New York ed è ossessionato dall’idea di allungarsi la vita. La sua paranoia crescente diventa il motore di tutta la trama, soprattutto quando alcuni assassini dotati di superpoteri iniziano a dargli la caccia.
Poi c’è Jimmy Addison, personaggio inventato apposta per la serie e quindi assente dai fumetti. Interpretato da Jack Mikesell, ha poteri pirocinetici e controlla il fuoco a piacimento. Compare come killer ingaggiato per dare alle fiamme la villa di Silvermane con il boss ancora dentro. Il piano fallisce, Addison viene colpito da Patrick Donegal, rivale di Reilly, e si apre il mistero su chi lo abbia assoldato.
Sandman, Tombstone e gli altri nemici
Flint Marko, ovvero Sandman, era già comparso in diversi adattamenti dell’Uomo Ragno, ma qui forse trova la sua versione migliore. Interpretato da Jack Huston, è uno dei sodali più fedeli di Silvermane. All’inizio mostra poco più di una pelle straordinariamente resistente, poi sviluppa la capacità di trasformarsi in sabbia e rigenerarsi. La sua fedeltà viene messa continuamente alla prova dal rapporto con Cat Hardy.
C’è anche Tombstone, vecchia conoscenza dei fan, portato sullo schermo da Abraham Popoola. Rispetto ai fumetti cambia parecchio dal punto di vista fisico, mentre i poteri restano sostanzialmente gli stessi. Vale la pena segnalare che Tombstone apparirà anche nel prossimo film dedicato all’Uomo Ragno, Brand New Day, in uscita nelle sale il 29 luglio.
Tra i più fuori di testa spicca Megawatt, alias Dirk Layton, interpretato da Andrew Lewis Caldwell. Ha poteri elettrici ottenuti dopo essere sopravvissuto agli stessi esperimenti bellici che hanno modificato gli altri prigionieri di guerra. La differenza è che Megawatt accetta l’instabilità dei suoi poteri e diventa una delle armi più distruttive nelle mani di Silvermane. Cosa che però gli si ritorce contro, perché diventa impossibile da controllare. Proprio a lui è legata una delle scene migliori dell’intera serie.