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Spedizione illegale di rifiuti: ecco i dettagli dell’arresto
Tra i materiali rinvenuti figuravano filtri d’olio, batterie esauste, poliuretano, schede elettroniche, cavi elettrici e imballaggi metallici contaminati da oli e grassi. Il sequestro dei mezzi e dei rifiuti, effettuato dai Carabinieri del Noe di Napoli e dal personale dell’Arpac, ha permesso di bloccare 120 tonnellate di materiale già pronto per l’esportazione e ulteriori 250 tonnellate stoccate nello stabilimento dell’azienda. Per un totale di 370 tonnellate. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli Nord ha disposto la liberazione dell’imprenditore. Ciò ritenendo neutralizzato il pericolo di reiterazione del reato grazie al sequestro dei rifiuti e dei mezzi coinvolti.
Oltre alla stretta repressiva, il caso sottolinea l’urgenza di strumenti efficaci per la tutela ambientale e la salute pubblica. Evidenziando così come il contrasto ai traffici illeciti sia un elemento centrale per il recupero della sicurezza del territorio. La Campania, spesso associata alle emergenze di smaltimento illegale, vede ora aprirsi la prospettiva di un controllo più rigoroso e di una più responsabile gestione dei rifiuti. Con implicazioni che vanno oltre i confini regionali e si inseriscono nel dibattito nazionale sulla sostenibilità e la legalità ambientale.
Fonte: TecnoAndroid








